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Cosa aspettarsi dalla riunione della Bce
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Cosa aspettarsi dalla riunione della Bce

di Marco Vignali
10 marzo 2021, 15:05 Ultimo aggiornamento: 15:08

Lagarde ribadirà la volontà di mantenere una politica accomodante, senza metter mano al Pepp, ma rassicurando sul ritmo degli acquisti. I rendimenti verranno monitorati, anche se l’approccio continuerà a essere attendista. Nessun stravolgimento delle proiezioni economiche e dei livelli di inflazione attesi

Il recente sell-off dei mercati obbligazionari e il conseguente aumento degli yield dei bond sovrani a lungo termine saranno, molto probabilmente, i temi principali della riunione di giovedì 11 marzo del consiglio direttivo della Bce. Nonostante le dichiarazioni dei giorni scorsi di alcuni membri, fra cui il vicepresidente Louis de Guindos, che avevano parlato della necessità di agire senza indugi, il meeting non dovrebbe portare a modifiche dell'attuale risposta di politica monetaria. Secondo la maggior parte degli analisti, infatti, verrà confermata l'attuale dotazione del programma di acquisti di emergenza pandemica a 1850 miliardi, con durata fino ad almeno marzo 2022. Questa ipotesi è avvalorata anche dal fatto che, sino ad ora, di questa dotazione ne è stata usata meno della metà, per un totale di 866 miliardi alla data di lunedì scorso.
 
Improbabile, inoltre, che si assista a interventi sui tassi di interesse e sugli acquisti effettuati in ambito di quantitative easing, che secondo l'opinione prevalente proseguiranno al ritmo di 20 miliardi di euro al mese. I mercati cercheranno tuttavia conferme da parte di Lagarde e compagni circa la ferma intenzione della Bce di garantire condizioni di finanziamento favorevoli e, dunque, è prevedibile che la retorica che verrà adottata sarà volta a ribadire questa determinazione ad agire se necessario. Secondo alcuni osservatori, è possibile che a riguardo dei rendimenti Lagarde utilizzi la formula “forte vigilanza”, lo strumento lessicale preferito per mandare un messaggio ai mercati di Jean-Claude Trichet, presidente Bce dal 2003 al 2011.
 
L'altro elemento chiave della riunione di giovedì sarà la pubblicazione delle ultime proiezioni macroeconomiche, che dovrebbero mostrare un forte aumento dell'inflazione a brevissimo termine, seguito tuttavia da un calo tale che la banca centrale non riuscirà a raggiungere il suo obiettivo d'inflazione nel 2022 e nel 2023. Per quanto riguarda il pil, la stima non dovrebbe discostarsi di molto dal +3,9% previsto a dicembre per il 2021, sebbene la dinamica dovrebbe essere leggermente diversa, con proiezioni più deboli rispetto a quelle tre mesi fa per ciò che riguarda il primo semestre, al quale farà seguito un'accelerazione migliore delle attese nel secondo.
 
Secondo Pimco, non si assisterà ad alcun cambiamento nella politica monetaria. “La Bce ha inserito il pilota automatico e ritiene che l'attuale configurazione degli strumenti di politica monetaria sia sufficientemente di supporto e flessibile”, evidenzia Konstantin Veit, senior portfolio manager European Rates di Pimco, secondo cui i commenti di Christine Lagarde si concentreranno probabilmente sulla funzione di reazione della Bce all'aumento dei rendimenti delle obbligazioni e sul loro impatto sull'economia reale alla luce delle prospettive economiche ancora fragili.
 
A tal proposito, Pimco si aspetta che l’Eurotower sottolinei l'impegno a mantenere condizioni di finanziamento "favorevoli" e, se necessario, a utilizzare gli acquisti di asset nell'ambito del programma di acquisto di emergenza pandemico, in linea con il suo framework per il controllo della curva dei rendimenti, per sostenere le parole con i fatti. Per quanto riguarda le nuove proiezioni macroeconomiche trimestrali dello staff, l’analista sostiene che si dovrebbe assistere a un certo miglioramento delle prospettive a breve termine. Per quanto riguarda il medio periodo, invece, “una volta che gli effetti della pandemia sul percorso dell'inflazione saranno sufficientemente neutralizzati attraverso misure politiche temporanee come il Pepp e i Tltro aggressivi, crediamo che strumenti di acquisto di asset più regolari torneranno alla ribalta per mettere a punto la posizione di politica monetaria post-pandemia dal 2022 in poi, mentre i tagli dei tassi di interesse rimarranno in secondo piano”, evidenzia lo strategist di Pimco.
 
Clément Inbona, gestore di La Financiere de l’Echiquier, ha ripreso la frase Harder, Better, Faster, Stronger” pronunciata da Fabio Panetta in una conferenza online all'Università Bocconi di Milano. Oltre ad aver reso omaggio ai Daft Punk, storico duo musicale che ha appena annunciato di volersi sciogliere, “Panetta ha voluto illustrare la traiettoria delineata per la politica monetaria della Bce nei prossimi trimestri. Un percorso limpido, senza che i timori di spinte inflazionistiche che possano modificare l’atteggiamento accomodante nel medio termine. Infatti, evidenzia Inbona, “la dice lunga la stima dei prezzi al consumo, inferiore di oltre il 10% rispetto alla traiettoria individuata del 2% all'anno nell’Eurozona da quando fu creata la moneta unica, allorché gli Stati Uniti o il Regno Unito sono riusciti a centrare l’obiettivo quasi perfettamente”.
 
Dello stesso avviso anche Annalisa Piazza, fixed-income research analyst di Mfs, la quale non ritiene che la Bce annunci un ulteriore accomodamento della politica monetaria, anche se "è probabile che vengano discusse ulteriori misure per estendere il Pepp, oltre ad un taglio dei tassi. Ci aspettiamo che Lagarde faccia chiarezza sulle misure che la Banca centrale intende adottare, nel caso in cui l’aumento dei rendimenti dovesse compromettere la precedente azione di policy", evidenzia l’analista, che si aspetta un “meeting complicato”, con le dinamiche globali che stanno portando i rendimenti verso l’alto e con la promessa dell’istituto di Francoforte di mantenere condizioni di finanziamento accomodanti che potrebbe non essere sufficiente per evitare il fallimento delle precedenti iniziative di policy. Secondo Piazza, la Bce ribadirà che il coordinamento con la politica fiscale sarà necessario affinché l'Eurozona esca dalla pandemia senza troppe conseguenze negative di lungo termine. 
 
Anche per Allianz non sono attesi annunci di particolare rilievo, tuttavia “sono due i punti su cui la comunicazione della Bce dovrà mostrarsi particolarmente salda: il mantenimento di condizioni finanziarie favorevoli, dato il contesto di ripresa ancora fragile, e la trasmissione della politica monetaria, anche se gli spread rimangono ad oggi abbastanza stretti”. (riproduzione riservata)



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