Il quadro macroeconomico internazionale, «segnato da tensioni commerciali e dalla prosecuzione e accentuazione dei conflitti geopolitici» rendono ancora più importante il raggiungimento di un equilibrio tra «la tenuta dei conti pubblici e la disciplina di bilancio» che «va conciliato con la coerenza delle scelte allocative delle risorse e con le aspettative di famiglie e imprese verso la stabilità, assicurando la robustezza dell'iter di risanamento e la sostenibilità del debito in un'ottica di lungo periodo» ha sottolineato il presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, all’inizio della sua relazione sull’attività svolta dell’Istituto nel corso del 2025 e in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.
In questa cornice «le attività di controllo, giurisdizionale e consultiva esercitate dalla Corte dei conti, sono chiamate a far sì che le risorse della comunità siano utilizzate in modo equo e responsabile, evitando gli scogli della cattiva gestione, di spreco o di danno all'erario e quindi alla collettività» ha aggiunto Carlino.
Il presidente ha poi voluto sottolineare che che la recente entrata in vigore della riforma «incide in modo rilevante sulle funzioni giurisdizionali e di controllo della Corte dei conti» e la sua «applicazione risentirà inevitabilmente della formulazione non sempre univoca e puntuale delle nuove disposizioni, che presentano peraltro problemi di coordinamento fra di loro e con le norme previgenti». Ecco perché «auspico - ha detto Carlino - una possibile riformulazione di talune disposizioni, al fine di garantire un'effettiva incentivazione del buon andamento e, quindi, l'efficienza, l'efficacia e l'economicità dell'azione amministrativa».
Perché, come riconosciuto dai padri costituenti «la Corte dei conti costituisce imprescindibile presidio per l'attuazione degli obiettivi di pubblica amministrazione». Il presidente ha inoltre preso le distanze «da talune argomentazioni che, ancorandosi a una supposta 'paura della firma', prospettano l'operato della Corte dei Conti come un ostacolo all'agire della pa, che palesano un atteggiamento di sostanziale indifferenza, se non di contrarietà, verso gli strumenti di tutela delle risorse pubbliche, la cui custodia e sana gestione assicurano allo Stato i mezzi indispensabili per svolgere le proprie funzioni e i propri servizi, per soddisfare i diritti dei cittadini e per rendere più prospera e forte la Repubblica».
Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha quindi ribadito (a margine dell’inaugurazione) che la Corte dei conti «svolge un ruolo fondamentale per la Repubblica».
La Corte dei conti ha poi risposto alle accuse di inefficacia della sua azione recuperatoria. Il procuratore generale della Corte, Pio Silvestri, ha riportato che nel solo 2025 sono stati recuperati oltre 88 milioni, portando così i soldi riportati nelle casse dell’erario negli ultimi cinque anni a quota 642,6 milioni di euro.
Un numero che non può stupire visto che anche nel 2025, ha riportato il presidente Carlino, «è emerso un aumento delle fattispecie di danno riguardanti condotte dolose di distrazione dei contributi e dei finanziamenti pubblici, di provenienza unionale, statale e regionale, anche a valere su fondi Pnrr». Un tema su cui la Corte tiene il faro sempre acceso, ha ribadito il presidente.
Le condotte sanzionate sono concretamente «sviamento, da parte di privati, dalle finalità per le quali erano stati erogati i finanziamenti, configurando spesso profili di corruzione e incidendo anche sugli obblighi dell'Italia nei confronti dell'Unione europea».
Il presidente Carlino ha infine evidenziato che dopo quasi sei anni di scudo erariale, «che ha circoscritto alle sole ipotesi dolose e alle fattispecie di colpa grave omissiva (con esclusione di quelle attive) la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti», non vi è alcuna evidenza di benefici in termini di celerità ed efficienza determinati da detta misura. È ovvio, infatti, che «soltanto riforme strutturali sono davvero in grado di migliorare la funzionalità della pubblica amministrazione».(riproduzione riservata)