Mercati asiatici negativi, mentre le preoccupazioni per il settore immobiliare cinese e le preoccupazioni per l'inflazione hanno compensato i dati macro positivi degli Stati Uniti e la notizia della pillola anti-Covid di Merck i cui risultati sono stati definiti "impressionanti" da Anthony Fauci, l'immunologo americano consulente scientifico della Casa Bianca: dimezza il rischio di ospedalizzazione e morte per il Covid-19.
La negoziazione delle azioni Evergrande, carica di debiti, e dei relativi prodotti strutturati è stata sospesa dopo che la scorsa settimana ha mancato per la seconda volta il pagamento degli interessi su alcuni suoi bond. A breve dovrebbe essere annunciata l'acquisizione del 51% di Evergrande Property Service da parte di Hopson Development, il cui titolo è stato sospeso, per una cifra superiore a 5 miliardi di dollari.
La controllata di Evergrande, quotata alla borsa di Hong Kong a dicembre 2020, ha una capitalizzazione di mercato di circa 7,1 miliardi di dollari, secondo FactSet. Evergrande ha una quota di quasi il 61% nella società. "Il problema più grande non è l'inadempienza di Evergrande, ma il contesto che ha portato alla sua caduta. I mercati stanno già cercando un prossimo Evergrande", ha detto Kazutaka Kubo, economista senior di Okasan Securities, avvertendo dal "rischio crescente che i guai di Evergrande si diffondano all'intero settore immobiliare cinese".
Hong Kong ha guidato il calo dei mercati asiatici con una flessione dell'1,89% dell'indice Hang Seng. Il Nikkei giapponese è calato dell'1%, sui minimi da un mese a quota 28.375 punti. Mentre i mercati cinesi sono chiusi fino a giovedì per la festa nazionale, solo oggi quelli sudcoreani. Il sentiment degli investitori resta condizionato anche dal timore che l'inflazione globale elevata possa persistere più a lungo del previsto, dato il continuo aumento dei prezzi delle materie prime e le interruzioni di fornitura in corso in molte parti del mondo, nonostante il presidente della Fed, Jerome Powell, insista sul fatto che l'inflazione elevata sia transitoria.
L'indice sui prezzi basato sulla spesa al consumo personale (PCE) core negli Stati Uniti è aumentato del 3,6% ad agosto rispetto a un anno prima, il più importante aumento in tre decenni. Le aspettative che l'inflazione elevata possa spingere la Federal Reserve ad anticipare i tempi per un restringimento della sua politica monetaria hanno aumentato i rendimenti delle obbligazioni statunitensi la scorsa settimana. Oggi quello del Treasury a 10 anni scambia all'1,475%, sotto il massimo degli ultimi tre mesi visto martedì scorso al'1,567%.
I rendimenti statunitensi più bassi pesano sul dollaro. L'euro è rimbalzato a 1,15963 dollari, dal minimo degli ultimi 14 mesi segnato giovedì a 1,1563 dollari. La valuta statunitense sale a 111,052 yen, ma rimane sotto il massimo da 1 anno e mezzo di giovedì a 112,08 yen. In Asia-Pacifico sono previste le riunioni di tre banche centrali questa settimana.
"La Rba australiana lascerà la sua politica monetaria invariata domani. La Reserve Bank of India ha ignorato la stagflazione per tutto quest'anno e mi aspetto che lo faccia ancora una volta e mantenga i tassi invariati. Ma aspettatevi che resti la pressione sulla rupia", ha previsto Jeffrey Halley, analista di mercato senior, Asia Pacifico di Oanda.
Invece, la decisione della Banca centrale della Nuova Zelanda è prevista per mercoledì, con la banca centrale che ha ritardato l'aumento dei tassi di interesse previsto nell'ultima riunione a causa dell'arrivo della variante Delta il giorno prima ad Auckland. La storia si sta ripetendo a quanto pare, con il coronavirus che ha contagiato una provincia circostante durante il fine settimana. "Se raggiungono il picco prima di mercoledì, mi aspetto che la RBNZ rimandi ancora una volta", ha aggiunto Halley.
Infine, i prezzi del petrolio scambiano poco sotto la parità con il Brent a 79,24 dollari al barile, in calo dello 0,04%, e il Wti a 75,81 dollari al barile (-0,09%). "L'evento di gran lunga più importante oggi sarà la riunione dell'Opec+, data l'impennata dei prezzi dell'energia in tutto il mondo e i blackout in Cina. Dubito che il cartello sarà disposto a fare molto di più che mettere qualche cerotto sui livelli di produzione", ha indicato Halley, notando che il mondo funzionava bene quando i prezzi del petrolio viaggiavano a 140 dollari al barile. L'Opec+ potrebbe aumentare la produzione di greggio oltre l'aumento previsto di 400.000 barili al giorno. "Questo è un problema di gas naturale e carbone, non di petrolio". In effetti, continua il rally del gas: il future di riferimento è in rialzo del 2%. (riproduzione riservata)