Arriva oggi, giovedì 29 gennaio, in consiglio dei ministri il decreto legislativo che recepisce il Listing Act Ue, la direttiva che vuole incentivare la quotazione in borsa delle piccole e medie imprese attraverso una normativa unica per tutti i Paesi dell’Unione. Il provvedimento andrà a modificare il Testo Unico della Finanza (Tuf), intervenendo sui nuovi poteri della Consob in materia di vigilanza dei soggetti che scrivono analisi sulle società quotate.
Un tema che Piazza Affari conosce bene e riguarda soprattutto le oltre 200 pmi sul segmento Euronext Growth Milan di borsa. Queste piccole realtà con una capitalizzazione ridotta e pochi fondi da investire spesso affidano a una stessa società il ruolo della ricerca sponsorizzata dall’emittente e quello di Ega (Euronext Growth Advisor). Adesso, se il dlgs passerà il vaglio del cdm, tutta l’attività della ricerca sarà monitorata dalla Commissione della borsa, in modo da incentivare l’accesso al listino e allo stesso tempo fare in modo che le società quotate assicurino uno standard adeguato di trasparenza.
La novità normativa è vista in maniera positiva dagli operatori di mercato contattati da MF-Milano Finanza e dalla maggioranza di governo. «Massimo sostegno al testo normativo che vuol rendere i nostri mercati più efficienti e competitivi soprattutto a vantaggio dei titoli a media o piccola capitalizzazione», ha commentato a MF-Milano Finanza il senatore di Forza Italia e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario ed assicurativo, Pierantonio Zanettin. Dello stesso parere Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Finanze della Camera: «Va letto il testo definitivo, ma la direzione è chiara: ridurre burocrazia e tempi per chi vuole quotarsi o raccogliere capitale, soprattutto per pmi e mid-cap, senza abbassare le tutele di trasparenza e correttezza del mercato», così da rendere «Piazza Affari più attrattiva e canalizzare più risparmio verso l’economia reale». Similmente, si riserva «di compiere un’analisi approfondita» ma sottolinea i tratti positivi del testo, Giulio Centemero, capogruppo della Lega in commissione Finanze. Rivendicando in particolare il lavoro fatto a livello europeo: «Abbiamo seguito passo passo il listing Act riuscendo a intervenire e modificare alcune posizioni iniziali a favore del mercato italiano. Ne abbiamo anticipato i tratti fondamentali nella legge capitali in modo da dotare per prima l’Italia degli strumenti più efficaci arricchendo così il toolbox per i mercati finanziari».
Entrando nello specifico del contenuto del dlgs di recepimento della direttiva Ue, da attuare entro giugno, si legge che «la ricerca prodotta dai soggetti abilitati alla prestazione dei servizi e delle attività di investimento… deve essere corretta, chiara e non fuorviante. La ricerca è chiaramente identificabile come tale». Ecco quindi che con i nuovi poteri la Consob potrà «adottare tutte le misure necessarie per verificare che i soggetti abilitati mettano in atto disposizioni organizzative per assicurare che la ricerca sponsorizzata dall’emittente che esse producono o distribuiscono sia conforme al codice di condotta dell’Ue». Una sorta di bollino blu dell’autorità di vigilanza guidata da Paolo Savona, che avrà anche il potere di «sospendere la distribuzione da parte dei soggetti abilitati di qualsiasi ricerca sponsorizzata dall’emittente non prodotta nel rispetto del codice di condotta dell’Unione europea».
Il decreto legislativo, che avrà forza di legge appena approvato dal Consiglio dei ministri, prevede inoltre che la Consob possa «emettere avvertenze per informare il pubblico nel caso in cui una ricerca qualificata come “ricerca sponsorizzata dall’emittente” e distribuita da un soggetto abilitato non sia prodotta nel rispetto del codice di condotta dell’Unione europea». (riproduzione riservata)