È di nuovo fumata nera. Nel secondo giorno di Conclave, le votazioni dei cardinali per scegliere il nuovo papa, il 267esimo, hanno, nuovamente, com’era d’altronde atteso, dato esito negativo, in una Piazza San Pietro già gremita di migliaia di fedeli sin dalle prime ore del mattino.
I 133 porporati si sono ritrovati alle otto della mattina dell’8 maggio nel Palazzo apostolico per celebrare messa e lodi nella Cappella Paolina. A seguire il ritiro nella Cappella Sistina per la preghiera dell’Ora media e procedere alle votazioni. Due nella mattinata, con la fumata unica arrivata a metà giornata.
La nuova fumata ci sarà nella serata, al termine di entrambe le votazioni del del pomeriggio. A meno che il nuovo pontefice non sia eletto alla prima delle due votazioni previste: in quel caso la fumata sarà anticipata attorno alle 17.30.
Già la fumata nella prima giornata di votazioni, il 7 maggio, si è fatta attendere parecchio ed è arrivata dopo oltre tre ore di attesa.
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È evidente che al primo scrutinio i cardinali hanno cominciato a contarsi, a verificare sinergie emerse nelle Congregazioni e scoprire nuove alleanze. Il quorum è alto, 89 voti, due terzi degli elettori. Nulla è scontato in un Conclave, ma ci si attende che, dopo i due scrutini della mattinata dell’8 maggio, il secondo e il terzo turno, possano cominciare ad arrivare dei punti di convergenza tra i porporati, per arrivare alla fumata bianca se non già nei due scrutini del pomeriggio, almeno nei quattro previsti per la giornata del 9 maggio, data probabile per l’elezione del nuovo Papa.
«Auspico che questa sera tornando a Roma trovi già la fumata bianca. Sono particolarmente lieto di essere qui all’inizio del Conclave perché lo Spirito Santo abbia a soffiare forte e sia così eletto il Papa di cui ha bisogno la Chiesa di oggi e il mondo di oggi», ha detto il cardinale decano Giovanni Battista Re a Pompei sottolineando che il nuovo Papa «prima di tutto dovrà cercare di rafforzare la fede in Dio in questo nostro mondo caratterizzato dal progresso tecnologico ma sotto l'aspetto spirituale abbiamo notato un po’ un ‘dimenticare Dio’». Quindi «c'è un bisogno di un risveglio».
Considerato quello in corso, negli ultimi cinque Conclave sono 3 i Papi eletti al secondo giorno. Nel 1978 al secondo giorno (25-26 agosto), al quarto scrutinio, fu eletto Giovanni Paolo I. Nel 2005 il secondo giorno (18-19 aprile) è stato il momento dell’elezione di Papa Benedetto XVI, anche lui al quarto tentativo. Infine Papa Francesco che, nel 2013 (12-13 marzo), è stato eletto al quinto scrutinio.
Al buio dei risultati del primo scrutinio nel conclave per l'elezione al soglio di Pietro, le indiscrezioni continuano a evidenziare in pole position Pietro Parolin, ma crescono Francis Prevost, Jean-Marc Aveline; restano saldi in cima al toto-Papa anche Pierbattista Pizzaballa e Matteo Zuppi.
Sin dall’inizio il primato da contendere per i 133 cardinali sarebbe il primato proprio del segretario di Stato, Pietro Parolin. C’è chi gli avrebbe attribuito già un «pacchetto base» di 40-50 voti e caratteristiche tali da riuscire a convogliarne altri. E secondo indiscrezioni circolate al termine della prima giornata di Conclave da oggi potrebbe convogliare su di sé proprio i voti di un altro favorito della prima ora: il cardinale filippino Antonio Luis Tagle, arcivescovo metropolita di Manila, che è sembrato perdere terreno rispetto al cardinale Pablo Virgilio Sionco David, arcivescovo di Kallookan, nelle Filippine, a sua volta nominato di recente.
Secondo il quotidiano El Pais, salgono le quotazioni anche di tre cardinali spagnoli come possibili successori di Bergoglio: Cristobal Lopez, Angel Fernandez Artime e, appunto, Pablo Virgilio David. Cristobal Lopez, 72 anni, salesiano, a lungo missionario, è l’attuale arcivescovo di Rabat. Angel Fernandez Artime, 64 anni, è stato nominato da papa Francesco cardinale nel 2023 e l’anno successivo pro prefetto del dicastero per gli istituti di vita consacrata, la cui responsabile è una donna, Simona Brambilla. Il terzo nome che emergerebbe come papabile e finora «coperto», secondo il quotidiano, è proprio quello del filippino Pablo Virgilio David.
E poi ci sono gli outsider dei quali si parla poco ma che hanno una grande stima all’interno del collegio dei cardinali, come il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica di San Pietro in Vaticano e il cardinale Mario Grech (Malta), segretario generale del Sinodo dei Vescovi. (riproduzione riservata)