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Con Draghi un consolidamento fiscale Ue è possibile. Pictet: spread giù di altri 20-25 punti
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Con Draghi un consolidamento fiscale Ue è possibile. Pictet: spread giù di altri 20-25 punti

di Marco Vignali
05 febbraio 2021, 11:40

Per Barclays, la sua nomina poterà a un utilizzo efficiente del Recovery da parte dell'Italia, il che potrebbe far diventare il fondo un meccanismo permanente di stabilizzazione, rilanciando il discorso dell'integrazione fiscale dell’Ue. Moneyfarm avverte: serve tempo

Mario Draghi continuerà tra oggi e domani le sue consultazioni con i partiti politici per formare un nuovo governo. Egli, secondo Unicredit, "può contare sul sostegno del Partito Democratico, Italia Viva e altri gruppi centristi e filoeuropei, mentre è ancora in corso il dibattito all'interno del M5S, che non ha ancora deciso sulla sua posizione, anche se sembrano essersi già delineate alcune prospettive differenti rispetto alla posizione che il movimento aveva annunciato martedì sera, in cui sembrava non volesse sostenere il nuovo governo”. Per gli analisti dell’istituto, è probabile che Draghi inizi un secondo ciclo di consultazioni all'inizio della prossima settimana, prima di sciogliere definitivamente la sua riserva.

Secondo Barclays, l’ex presidente della Bce potrebbe essere questo l'uomo giusto per risollevare le sorti dell’Italia. “Il crollo del governo di coalizione italiano potrebbe configurarsi come positivo. Come potenziale nuovo Primo Ministro italiano, Mario Draghi dovrà fin da subito affrontare molte sfide di elevata complessità: innanzitutto, la prima riguarderà formare una maggioranza coesa e stabile in parlamento. In secondo luogo, dovrà curare tutti gli aspetti relativi alla pandemia, dalle misure per limitare i contagi alla distribuzione dei vaccini. Infine, dovrà cercare di far recuperare l'Italia dalla recessione, e non solo: dovrà infatti fare i conti anche con gli ormai ben noti problemi strutturali del Paese, tra la bassa produttività e l’invecchiamento della popolazione”, sottolineano da Barclays.

Insomma, il suo lavoro sarà tutt’altro che facile. Tuttavia, i mercati si sono rallegrati nel sapere che l'ex Presidente dell’Eurotower, con la sua reputazione, esperienza e competenza tecnica, possa gestire il Paese e formare un consenso trasversale intorno a lui. “La sua nomina”, proseguono gli strategist, “se confermata, può avere ramificazioni anche al di fuori dell'Italia: un utilizzo riuscito ed efficiente della quota italiana da 200 miliardi di euro del Recovery Fund permetterà all'Italia di tracciare un percorso di crescita stabile e ben definito, e questo potrebbe essere visto come un segnale importante per rendere il fondo un meccanismo permanente di macro stabilizzazione. Ciò, a sua volta, potrebbe contribuire ad approfondire il discorso dell'integrazione fiscale e del coordinamento delle politiche a lungo termine, con conseguenti benefici per tutta l'Unione europea”, concludono gli analisti.

Inoltre, è fondamentale sottolineare gli effetti che Draghi avrà sui titoli di Stato italiani. Secondo Pictet Asset Management, la formazione di un governo con l’ex governatore della Banca d’Italia “vale un restringimento dello spread di altri 20-25 punti base. L’effetto dell’annuncio e i progressi di ieri hanno già provocato una compressione di 15 punti base fra mercoledì e giovedì, ed un’ulteriore compressione di 20 punti base sarebbe possibile grazie ai progetti presentati e approvati dalla Commissione Europea contestualmente a delle credibili riforme strutturali su Pubblica amministrazione, pensioni e giustizia che verranno presentate nei prossimi mesi”, evidenzia Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet. Il differenziale contro il Bund potrebbe così comprimersi dai 100 punti base attuali a 70 punti base, non lontano da quello fra il Bund e i Bonos spagnoli.

Oltre ai risparmi sugli interessi già maturati in tutta la fase di discesa dei rendimenti a livello globale che consente al bel Paese di emettere oggi a tassi mediamente vicini allo 0%, ben al di sotto del costo medio del debito pregresso (circa il 2,5%), un ulteriore restringimento dello spread di circa 50 punti varrebbe, secondo Pictet, un risparmio quantificabile in circa 1,5 miliardi di euro all’anno. “I fondi che verranno trasferiti all’Italia a valere sul bilancio della Commissione Europea consentiranno ulteriori risparmi rispetto alla traiettoria del debito pubblico italiano, in quanto quei fondi rappresentano minori emissioni italiane e corrispondenti maggiori emissioni da parte dei Paesi finanziatori, Germania e Francia in primis”, sottolinea Delitala.

Secondo Moneyfarm, tuttavia, “la discesa dello spread è in gran parte imputabile al riassorbimento dell'allargamento avvenuto a seguito della crisi politica italiana e sembra probabile, dunque, che una volta riassestato il governo, lo spread possa stabilizzarsi intorno ai livelli attuali o continuare gradualmente il percorso di riduzione già cominciato a marzo 2020 causato, tra le altre cose, anche dalla caccia alla cedola in un contesto di rendimenti obbligazionari sempre più risicati”. Sicuramente, una maggiore fiducia nelle istituzioni da parte degli investitori potrebbe “aiutare ulteriormente a ridurre la pressione sui titoli italiani”, anche se i veri effetti si vedranno nel lungo periodo, con l’attuazione di un programma solido e di riforme strutturali efficaci potranno influenzare positivamente lo spread.

“Nel lungo periodo, se davvero l’Italia dovesse risollevarsi dalla stagnazione dell’ultimo decennio e ridurre il proprio livello di indebitamento, in uno scenario estremamente ottimistico, lo spread potrebbe tornare a livelli pre-2008, o comunque riassestarsi ai livelli degli altri paesi dell’Europa periferica, i cui spread sono intorno ai 50/57 punti base", sottolinea Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. Come detto, questo dipende da numerosi fattori quali unione fiscale, ripresa dalla pandemia e ammodernamento del paese tramite messa in atto di riforme strutturali, richieste più volte dallo stesso Mario Draghi in veste di Presidente della Bce. "Nel breve termine, la volatilità rende difficile fare previsioni e riteniamo che restringimenti considerevoli del differenziale potrebbero essere di breve durata se non supportati da dati su Pil e utili societari solidi e in crescita già da quest’anno”, conclude Morra. (riproduzione riservata)



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