skin track
Commissione Ue, chi sono e quanto contano i funzionari italiani a Bruxelles. Il peso di Francia e Germania
Mercati Azionari Leggi dopo

Commissione Ue, chi sono e quanto contano i funzionari italiani a Bruxelles. Il peso di Francia e Germania

21 febbraio 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2025, 13:35

Gli ingranaggi della Commissione si muovono grazie a migliaia di funzionari. Francia e Germania hanno in mano le direzioni generali più economiche, ma l’Italia si difende con la tecnologia e il Mediterraneo | L’Europa ha di nuovo bisogno di Mario Draghi | Quei dazi interni della Ue che danneggiano sé stessa

Ogni cinque anni gli occhi del mondo sono puntati su Bruxelles. E lo restano per mesi, quelli che sono serviti a Ursula von der Leyen per accontentare governi e partiti, e ricevere così l’ok per la sua seconda squadra. Dietro la Commissione, però, c’è un esercito di funzionari che muovono gli ingranaggi dell’Ue e accentrano nelle loro mani grandi poteri, vigilando sulle procedure d’infrazione e sui procedimenti contro le big tech.

Figure tecniche, nominate dopo concorsi, ma che possono fare carriera anche in base a logiche politiche. Soprattutto i vertici, professionisti di alto profilo ma che necessitano dell’approvazione finale del collegio dei commissari, sempre alla ricerca dell’equilibrio tra Paesi.

I tre big

Non a caso francesi, tedeschi e italiani guidano un numero simile di direzioni generali, l’equivalente in Europa dei ministeri. Le più importanti sono quelle delle materie di competenza esclusiva dell’Unione, come commercio e concorrenza. Ma con gli anni continua ad aumentare il peso dei dossier in cui la competenza è concorrente con gli Stati, basti pensare all’energia, al mercato unico o alla migrazione.

Gli italiani in Ue

L’Italia gestisce una delle direzioni generali più strategiche, la Connect, che si occupa di tecnologie critiche come l’AI, la blockchain o il 5G. La responsabilità politica è della vice presidente esecutiva Henna Virkkunen, mentre la guida tecnica è di Roberto Viola, con un passato da segretario generale all’Agcom e prima ancora all’Agenzia Spaziale Europa.

È in mani italiane anche la dg Salute con Sandra Gallina, funzionaria che durante la pandemia ha trattato con big pharma per i vaccini. L’altra figura di peso è l’ex presidente della Consob, Mario Nava, che da giugno dello scorso anno è al vertice della dg Lavoro.

L’Italia si è aggiudicata anche un altro dossier caro al governo: la direzione sul Mediterraneo e i Paesi del Golfo, nata all’inizio di quest’anno. La dirige il diplomatico Stefano Sannino, allontanato dal Servizio Europeo per l’Azione Esterna da Kaja Kallas, che ora se lo ritrova a occuparsi di politica estera in zone chiave per l’Italia e con strumenti finanziari che l’Alto Rappresentante non possiede.

Il peso di Parigi 

In fatto di soldi, in realtà, comandano Francia e Germania, che in Europa fanno valere tutto il loro peso economico e demografico. La direzione Bilancio è stata affidata alla francese Stephanie Riso, che nei prossimi mesi si prenderà la scena perché è al lavoro sulla proposta per il nuovo budget dell’Ue.

La Francia guida anche la potentissima dg della vicepresidente esecutiva Teresa Ribera, quella sulla Concorrenza, dove Olivier Guersent presidia gli interessi di Parigi su grandi dossier come le multe alle big tech. Il direttore andrà in pensione quest’anno e di sicuro il presidente Emmanuel Macron proverà a riempire la sua casella con un altro francese.

Berlino al top 

Il potere della Germania è forse superiore. La tedesca Sabine Weyand è al vertice della dg Commercio, tornata centrale con i dazi di Donald Trump. La sua connazionale Kerstin Jorna comanda la dg Grow (mercato interno e industria), quella che dovrà realizzare l’agenda Draghi sotto la guida del vicepresidente esecutivo francese Stéphane Séjourné.

Sono in mani tedesche, inoltre, due materie critiche come Ambiente e Migrazione. Quest’ultima è assegnata a Beate Gminder, funzionaria allineata con von der Leyen e grande amante dell’Italia, dove spesso va in vacanza.

Chi coordina i dg

Fino a qualche anno fa la Germania presidiava anche l’organo che coordina i lavori delle circa 40 direzioni generali esistenti. La gestiva il segretario generale Martin Selmayr, prima capo di gabinetto di Jean-Claude Juncker e famoso per la sua capacità di mettere in riga i funzionari ribelli.

Dal 2020 la dirige la diplomatica lettone Ilze Juhansone, che ha uno stile più discreto. Dietro le quinte è rimasto comunque un tedesco a fare le veci di Selmayr, Bjoern Seibert, potente braccio destro di von der Leyen.

Gli altri Paesi

Ma l’Europa non è solo Italia, Francia e Germania. Nel 2020 l’Olanda ha assunto il comando della dg Economia con Maarten Verwey, tecnico che nel 2015 ha guidato la task force nominata dall’Unione per risanare i conti pubblici della Grecia.

È spagnolo invece il direttore dei servizi legali dell’Ue: si chiama Daniel Calleja Crespo, grande amico del vicepremier italiano Antonio Tajani. La vicinanza con la Russia può aver inciso sulla scelta del finlandese Timo Pesonen alla Difesa, strategica ora che saliranno gli investimenti nel settore.

I compiti dei funzionari

La centralità delle direzioni generali è legata agli incarichi di cui si occupano. I funzionari scrivono le proposte di legge della Commissione e svolgono un lavoro di consulenza. In genere non limitano i commissari ed esercitano una moral suasion solo tecnica perché verificano se i provvedimenti hanno le coperture o una base nei Trattati. Alcuni dg, però, riescono ad accentrare su di sé un potere tale da frenare l’azione di chi sta sopra di loro. 

La natura non prettamente politica fa in modo che questi funzionari non decadono quando viene nominata una nuova Commissione. Ma ogni cinque anni, col cambio dei vertici di Bruxelles, qualche faccia diversa compare anche tra i direttori generali. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)