I tappi a T per il mondo degli spirit premium e super premium vanno di traverso al fondo britannico di private equity Stirling Square Capital Partners (Sscp). Qualche giorno fa, infatti, Lorenzo Lentini giudice delegato del tribunale di Milano ha ammesso alla procedura di composizione negoziata della crisi Sscp Sunrise BidCo (Ssb) nominando commissario Alessandro Danovi e disponendo le misure protettive dai creditori per un periodo di quattro mesi.
Il tribunale ha così accolto il ricorso presentato per conto dell’azienda, presieduta da Alberto Franzone, dallo studio Chiomenti in cui si spiega che Ssb è nata nel 2023 quando il fondo rilevò il 100% della Tapì di Campodarsego (Padova), leader nella produzione di tappi a T per alcolici premium, che occupa circa 780 dipendenti fra Italia ed estero.
L’acquisizione dal fondo Wisequity fu fatta ricorrendo a un finanziamento di 146 milioni di euro e a un prestito obbligazionario di 35 milioni. Il deal prevedeva la fusione entro due anni tra Ssb e Tapì, ma il trend negativo accusato da quest’ultima ha fatto posticipare il merger a giugno.
La crisi di Tapì, di cui Roberto Casini è ad, è dovuta alla progressiva contrazione del mercato degli spirit, con surplus delle scorte, calo della domanda ed aumento dei costi fissi. Così Tapi fra il 2022 e il 2024 ha visto crollare l’utile da 125 milioni a 79 milioni e l’ebitda scivolare da 24,5 milioni a -0,1 milioni. Il trend è proseguito anche lo scorso anno con ricavi da gennaio a novembre per 71,2 milioni, inferiori al budget.
A fronte di ciò la società con la consulenza di Kearney ha redatto un piano di ristrutturazione industriale ma gli obbligazionisti non hanno accettato la richiesta di moratoria e Ssb, in tensione finanziaria, non è stata quindi in grado di pagare le rate del bond in scadenza lo scorso 31 dicembre.
Di qui, anche alla luce di una possibile conflittualità fra soci, il cda ha deciso per la procedura, chiedendo l’applicazione delle misure protettive dai creditori per essere in grado di avere il tempo di presentare al tribunale o una domanda di concordato preventivo e rispettivo piano o un ricorso per l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. (riproduzione riservata)