Comer Industries si rafforza in Asia. La società emiliana, specializzata in produzione di sistemi di ingegneria avanzata e soluzioni meccatroniche, ha acquisito la maggioranza della business unit Hydraulic Equipment della giapponese Nabtesco Corporation, specializzata in prodotti idraulici, componenti e accessori utilizzati nella produzione di attrezzature per costruzioni, con un giro d'affari di 272 milioni di euro, 800 dipendenti e stabilimenti in Giappone, Cina e Thailandia.
Tra i clienti figurano Komatsu, Hitachi, Yanmar, Sumitomo e altri original equipment manufacturer (oem) giapponesi di primo livello. L’operazione non solo amplia il portafoglio prodotti di Comer, ma fornisce anche accesso diretto a rapporti strategici con oem e rafforza la presenza del gruppo nella regione Asia-Pacifico, storicamente poco presidiata da Comer, dove è attesa una crescita strutturale di lungo periodo.
L'operazione avviene attraverso la creazione di una newco di cui Comer avrà il 70%, a fronte di un corrispettivo pari a 14.217 milioni di yen (85 milioni di euro al cambio attuale). Nabtesco Corporation manterrà il restante 30% del capitale.
Su base pro-forma, il nuovo gruppo dovrebbe generare oltre 1,2 miliardi di euro di ricavi, 179 milioni di ebitda (con un margine del 15%) e un indebitamento netto post-closing di 180 milioni. Il prezzo di acquisto a 85 milioni, che implica 121 milioni per il 100%, corrisponde a un multiplo ev/ebitda 2024 di 5,5 volte, e sarà finanziato con una combinazione di liquidità disponibile e linee di credito già garantite. Il closing è previsto entro il quarto trimestre del 2025 dopo le approvazioni regolamentari. Gli accordi di governance includono un lock-up di 2 anni e un’opzione put a favore di Nabtesco, esercitabile tra il 2027 e il 2029, a condizioni basate sul net asset value.
«Quest’acquisizione testimonia l'impegno incessante di Comer Industries nell'espandere sinergicamente il proprio portafoglio prodotti, offrendo tecnologie all'avanguardia ai clienti», ha sottolineato il presidente e ceo di Comer, Matteo Storchi, aggiungendo che «l’operazione rafforza la nostra posizione strategica sfruttando una miglior combinazione di tecnologia e prodotti per catturare nuove opportunità di mercato, creando così valore per tutti i nostri stakeholders».
In particolare, questo investimento permette al gruppo, dopo aver conquistato una posizione di leadership nelle tecnologie meccaniche ed elettriche, di completare la sua offerta anche nei sistemi idraulici di alta gamma.
La società, ha commentato anche Kazumasa Kimura, presidente e ceo di Nabtesco, «è fiduciosa di riuscire a creare valore per un numero sempre maggiore di clienti, cogliendo nuove opportunità di mercato grazie alla complementarità delle reti di vendita della società e di Comer Industries e ampliando le competenze attraverso l'integrazione della gamma di prodotti».
Per Alantra l’acquisizione aggiunge 272 milioni di ricavi annui e 22 milioni di ebitda al gruppo, con una sovrapposizione di prodotto limitata e una piena complementarità geografica. «Il multiplo implicito ev/ebitda di 5,5 volte è nettamente inferiore alla mediana di 9,3 per i competitor quotati del settore componentistica off-highway e alle 8,5 volte a cui tratta Comer, risultando interessante se si considera l’accesso strategico agli Oem giapponesi, l’espansione della capacità produttiva in Asia-Pacifico e le chiare potenzialità di integrazione con le attività esistenti di Comer», ha precisato il broker.
Tra l’altro, l’acquisizione porta la leva finanziaria pro-forma da 0,5 a 1 volta, «un livello ancora prudente, sotto controllo e che lascia ampio margine per ulteriori investimenti. Sebbene l’azienda acquisita operi con margini inferiori rispetto alla media di Comer, esistono chiari margini di miglioramento grazie alla leva operativa, all’allineamento dei prezzi e alle efficienze sui costi», ha continuato Alantra.
Ancora più importante, Comer acquisisce un asset raro e di alta qualità in un segmento in cui dimensione, proprietà intellettuale e localizzazione sono fattori critici. Sarà fondamentale l’esecuzione: un’integrazione efficace e attività di cross-selling potrebbero ridefinire il perimetro della società e accelerarne l’evoluzione in un leader globale nelle tecnologie di movimento off-highway.
Il titolo Comer Industries a Piazza Affari ha virato al ribasso sul finale e ha perso in chiusura l’1,80% a 32,70 euro. Ma nell’intraday ha rivisto i massimi da dicembre 2024 a 34,60 euro, complici i conti del secondo trimestre, migliori delle attese degli analisti sia a livello di ricavi che di profittabilità anche se in calo anno su anno (fatturato -9% a 235 milioni di euro con le divisioni Agricultural -11% a 123 milioni e Industrial -7% a 112 milioni), ebitda -10% a 40 milioni e debito netto a 69,7 milioni dai 58,4 milioni di fine 2024), come nel primo semestre (fatturato -16% a 447 milioni; ebitda -20% a 72 milioni; utile netto -20% a 31 milioni e free cash flow a 30 milioni dai 44 milioni del primo semestre 2024).
«Nonostante il calo del fatturato, riteniamo essenzialmente per il calo dei volumi con prezzi sostanzialmente stabili anno su anno, l’ebitda margin è rimasto sostanzialmente stabile anno su anno, solo -20 punti base al 17%, grazie ad efficienze di costi, sinergie derivanti dall’integrazione con Wpg e riteniamo per effetto di un mix geografico positivo che incide positivamente sul margine», ha spiegato Equita.
Il management di Comer Industries ha rivisto leggermente al rialzo la guidance sui margini per il 2025. Si aspetta un calo delle vendite in linea con le previsioni dei principali operatori del settore (invariato; Equita stima per la divisione Agricultural una contrazione dei ricavi a doppia cifra e per la divisione Industrial un dato stabile/in leggero calo), parzialmente compensato dal contributo derivante dall’avvio di nuovi progetti. Mentre i margini sono attesi sostanzialmente in linea con quelli del 2024 (da leggermente in calo). Infine, la posizione finanziaria netta è vista in miglioramento (invariato).
Alla luce dei risultati del primo semestre e del sentiment in miglioramento nel settore Agricultural (quanto meno un trend stabile nella seconda parte dell’anno) «abbiamo alzato le nostre stime e riteniamo che il consenso, che è del 4% sopra le nostre attese a livello di ebitda 2025 a 138 milioni, possa fare lo stesso. Sul titolo manteniamo il rating hold con un target price a 32 euro», ha concluso la Sim.
Anche Alantra ha un rating hold e un prezzo obiettivo a 32,8 euro come Mediobanca Research (neutral) che, post conti, ha modificato solo leggermente le previsioni per riflettere un aggiornamento del cambio euro/dollaro. In particolare, «abbiamo rivisto al ribasso le stime per il 2025 su ricavi, ebitda e utile netto, rispettivamente, dell’1%, 2% e 3%. Abbiamo mantenuto invariato il nostro target price a 32 euro per azione. Da un lato, riteniamo che la resilienza dei margini di Comer Industries nel trimestre sia stata notevole nonostante il calo significativo delle vendite nel business agricolo. Dall’altro, permane un’elevata incertezza nel mercato dell’agricoltura, dove i volumi continuano a diminuire su base annua». (riproduzione riservata)