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Come le misure fiscali della Cina riducono il rischio di recessione in Usa ed Europa. Le azioni nel portafoglio di Lemanik
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Come le misure fiscali della Cina riducono il rischio di recessione in Usa ed Europa. Le azioni nel portafoglio di Lemanik

07 novembre 2024, 14:00 Ultimo aggiornamento: 15:04

Lo scenario di base è quello di un atterraggio economico morbido e di un rallentamento dell'inflazione. Il portafoglio di Lemanik resta concentrato su un solo settore ed è molto selettivo sulle small/mid cap. Ecco le azioni che non hanno ancora toccato il fondo

I mercati azionari globali hanno chiuso il mese ottobre in leggero calo in attesa delle elezioni statunitensi, che hanno visto la vittoria di Donald Trump. Nonostante il perdurare delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l'aumento dei tassi, soprattutto negli Stati Uniti, la tenuta del mercato è stata sostenuta dall'approccio accomodante delle banche centrali, dall'annuncio di un piano di stimolo in Cina e dalla solida performance dell'economia statunitense.

Così i principali indici europei hanno sottoperformato quelli statunitensi. Anche il principale indice italiano, il Ftse Mib, ha sovraperformato grazie alla buona performance del settore bancario, mentre l'indice mid-small cap è rimasto leggermente in territorio negativo (-1%), in attesa del prossimo lancio del fondo di fondi all'inizio del 2025.

Tutto questo anche se i dati macroeconomici dell'ultimo mese «sono stati piuttosto stabili e continuiamo a prevedere un indebolimento degli indicatori di crescita economica e un rallentamento dell'espansione globale nei prossimi due trimestri», afferma Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik. Tuttavia, «la capacità di ripresa dovrebbe essere sostenuta da politiche e misure di allentamento monetario come quelle recentemente annunciate in Cina».

Dalla Cina in arrivo un pacchetto fiscale su larga scala

Proprio il mercato azionario cinese, dopo una forte performance in seguito all'annuncio del nuovo piano di stimolo, ha visto una correzione a ottobre in attesa di ulteriori dettagli sul piano di ripresa del governo. «Ci aspettiamo l’annuncio di un pacchetto fiscale su larga scala, anche se è prematuro trarre conclusioni definitive sull'efficacia del pacchetto di interventi.

Tuttavia, esso ha ridotto significativamente la probabilità di uno scenario recessivo negli Stati Uniti e in Europa», continua Scauri. Il Congresso nazionale del popolo cinese dovrebbe annunciare domani, 8 novembre, nuovi stimoli fiscali per sostenere l’economia.

Le banche centrali devono iniettare liquidità nel sistema

Intanto è iniziata la stagione dei bilanci, con aspettative per gli utili del terzo trimestre sostanzialmente stabili rispetto all'anno scorso per l'Eurostoxx. In Europa, i settori del lusso, dell'auto e dell'energia sono stati i principali traini, compensati dal settore finanziario, in particolare dalle banche, che stanno vivendo un'altra forte stagione di utili. Nei mercati obbligazionari, i rendimenti a 10 anni sono aumentati sia negli Stati Uniti sia in Europa.

«Le elezioni americane, con i mercati che prevedevano già una vittoria repubblicana, la forza dell'economia statunitense e il continuo aumento del deficit e del debito pubblico contribuiscono all'aumento dei rendimenti negli Stati Uniti», spiega Scauri. «Questo fatto richiede sempre più che le banche centrali iniettino liquidità nel sistema e abbassino i tassi d'interesse a breve termine per finanziare le necessità pubbliche, uno scenario positivo per il mercato azionario e per l'oro nel medio termine.

Per quanto riguarda la Fed, dopo il taglio di 50 punti base nella riunione di settembre, il mercato si aspetta oggi, 7 novembre, una riduzione di 25 punti base e un calo complessivo di quasi -120 punti base entro la fine del 2025, portando il tasso al 3,6% (dal 2,9% del mese precedente). Per la Bce si prevede un taglio di -115 punti base entro la fine del 2025, al 2%.

Sul fronte macroeconomico europeo, «i dati di ottobre hanno mostrato variazioni minime rispetto al mese precedente e non offrono ancora segnali significativi di miglioramento del ciclo economico europeo. Il governo italiano ha approvato il Draft Budgetary Plan che mostra conti pubblici sotto controllo e un approccio prudente e selettivo alla finanza pubblica», continua il gestore azionario Italia di Lemanik.

Grazie alla revisione al rialzo del pil nominale e all'aumento delle entrate fiscali, il deficit/pil è previsto al 3,3% nel 2025 (dal 3,8% nel 2024) e sotto il 3% nel 2026, con stime di crescita economica ampiamente confermate. Il debito/pil dovrebbe raggiungere il 135,8% alla fine del 2024, con un leggero aumento al 137,8% nel 2026, per poi iniziare un percorso di riduzione a partire dal 2027 grazie al miglioramento del saldo primario e alla graduale eliminazione degli effetti dei bonus edilizi.

I movimenti nel portafoglio di Lemanik

«Il nostro scenario di base rimane quello di un atterraggio economico morbido e di un rallentamento dell'inflazione, con le banche centrali che hanno ampio spazio per tagliare i tassi e iniettare liquidità nel sistema per finanziare i crescenti deficit pubblici.

La nostra view sui mercati azionari rimane neutrale, con una visione più costruttiva sui titoli di qualità e di crescita, nonché su alcuni titoli ciclici, a seguito della debole performance e del ciclo espansivo della Fed più aggressivo del previsto, nonché dell'annuncio di nuovi stimoli in Cina», aggiunge Scauri.

«La strategia che si riflette nel nostro portafoglio rimane invariata, ossia un portafoglio concentrato sulle utilities, un approccio molto selettivo sulle banche e sulle small/mid cap e nessun investimento in nomi industriali ciclici. Questo approccio si riflette anche nell'investimento in Tenaris. Non abbiamo investito in Stellantis e Stm perché continuiamo a ritenere che entrambi i titoli non abbiano ancora toccato il fondo. Abbiamo ridotto leggermente la nostra esposizione alle azioni di risparmio di Tim e mantenuto la nostra esposizione a Unipol». (riproduzione riservata)



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