La rivoluzione tecnologica che ha investito il settore sanitario a seguito del Covid apre oggi interessanti opportunità per gli investitori. La salute resta una delle principali priorità in un mondo che va invecchiando. Nell’ultimo decennio la popolazione globale over 70 anni è cresciuta di 627 milioni passando dal 5 al 12% del totale; percentuale destinata a incrementare nei prossimi 10 anni arrivando al 16% sul totale di 8 miliardi di persone sulla Terra. A dimostrazione di ciò, gli investimenti sono in aumento - negli Stati Uniti la spesa sanitaria mensile è salita a quasi il 20% del pil rispetto al 5% del 1960 -, la regolamentazione è più favorevole e la tecnologia offre sempre più soluzioni alternative. Tuttavia investire in aziende specializzate non è sempre semplice o redditizio. I costi medi di ricerca e sviluppo associati a un nuovo farmaco, ad esempio, superano di gran lunga il miliardo di dollari, se si tiene conto del rischio significativo di fallimento lungo il percorso. In aggiunta, molte delle aziende più grandi dell'industria farmaceutica rischiano di subire un calo dei ricavi nei prossimi anni a causa delle scadenze dei brevetti. Pertanto, soprattutto in tempi di minore liquidità, è più che mai importante concentrarsi su società con tecnologia e prodotti forti.
A nostro avviso il private equity è una modalità interessante per cogliere a pieno le opportunità di investimento presenti nell'universo dell’healthcare, permettendo agli investitori di capitalizzare sulle innovazioni del settore limitando i rischi attraverso una corretta diversificazione e gestione del rischio. Investire nell’ambito sanitario attraverso i mercati privati presenta una serie di vantaggi: le opzioni di investimento sono molteplici, vi è una forte attività di compravendita e storicamente i rendimenti sono più elevati rispetto ad altri settori in quanto l'innovazione proviene spesso da piccole aziende o start-up.
In particolare, individuiamo oggi 5 trend in ambito medico con un forte potenziale di generare rendimenti d'investimento superiori: terapia, diagnostica, digitalizzazione dei servizi sanitari, tecnologia medica e assistenza sanitaria. Se combinati tra loro, questi trend sono in grado di offrire una diversificazione strategica tra sottosettori, aree geografiche, tipi di società e stadi di maturità. Le aziende attive nei segmenti terapeutico, digitalizzazione dei servizi sanitari e diagnostica sono forti nelle fasi di sviluppo iniziale e consolidamento della crescita (early e growth stage). Al contrario, le società operanti nelle tecnologie mediche e assistenza sanitaria tendono a essere più attrattive nelle fasi di buyout. Da un punto di vista geografico, sia gli Stati Uniti che l'Europa continuano a guidare il settore della ricerca, mentre gli Usa svettano nella fase di commercializzazione del prodotto e per fermento nelle ipo. L'Asia invece sta rapidamente recuperando terreno nell’innovazione terapeutica, in particolar modo in Cina. Pertanto investendo lungo l'intera catena del valore dell'universo healthcare, con un mix di investimenti diretti e indiretti, è possibile ottenere una diversificazione ottimale aumentando i rendimenti corretti per il rischio.
Di questo e altro parleremo oggi alla prima edizione dell’evento «Pictet-Vision: Sfide e opportunità per gli investitori in un mondo che cambia», a Milano, alla presenza di oltre 100 partecipanti tra primari imprenditori, professionisti e esperti di settore. Tra gli ospiti d’eccezione Marco Fortis, economista e vicepresidente della Fondazione Edison, e John C. Hulsman, presidente della John C. Hulsman Enterprise, che insieme ad esperti del Gruppo Pictet dibatteranno sulle tendenze che caratterizzano il panorama dell'economia reale, esplorandone sfide e opportunità. Assieme a me a fare gli onori di casa sarà presente Elif Aktug, managing partner del Gruppo Pictet. (riproduzione riservata)
*country head Italia
Pictet Wealth Management