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Colvin, round di finanziamento da 14 milioni
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Colvin, round di finanziamento da 14 milioni

di Andrea Montanari
25 giugno 2020, 16:04 Ultimo aggiornamento: 16:19

I fondi di venture capital Mip e P101, con Azimut, sostengono la startup attiva nel settore della florovivaistica lanciata nel 2017. Che finora ha raccolto 24 milioni

Il mercato della florovivaistica ha subito gli effetti del coronavirus a livello globale, anche se le vendite online hanno fatto fronte al calo del business tradizionale e retail. In questo scenario, Colvin, la start-up nata nel 2017, che ha creato la prima rete senza intermediari nel settore, ha chiuso un round di finanziamento per un valore di 14 milioni.

L'operazione è stata guidata da Milano Investment Partners (Mip), società di gestione venture growth specializzata nei settori lifestyle e tech, assieme al venture capital P101 (l'intervento è avvenuto attraverso il suo secondo veicolo P102 e ITA500, il fondo istituito da Azimut Libera Impresa sgr e gestito da P101 sgr) e dal fondo spagnolo Samaipata, che rinnovano la fiducia in Colvin in virtù del grande potenziale di crescita, consolidamento nel mercato europeo e della sua adattabilità al cambiamento.

La società lanciata da Sergi Bastardas, Andrés Cester e Marc Olmedillo, "è la prima azienda verticale ad aver scelto di innovare il settore dei fiori e delle piante in Europa, scommettendo su un modello di business disruptive basato sulla disintermediazione del prodotto e accorciamento della filiera. Grazie a questa nuova immissione di capitale, Colvin raggiunge finanziamenti per un totale di 24 milioni di euro, che gli consentiranno di continuare a innovare e digitalizzare il settore, a crescere in Italia, Spagna e Germania e ampliare inoltre l'offerta nella categoria piante", si legge nella nota relativa all'operazione.

Tra le finalità dell'operazione di investimento, c'è l'ampliamento del team nelle aree di technology&business, con l'obiettivo di rafforzare il cambiamento in un settore che muove oltre 100 milioni di euro all'anno. Verrà inoltre consolidata la penetrazione del brand nei mercati esistenti: Italia, Spagna, Germania e Portogallo.

"Attualmente, il 65% del commercio mondiale di fiori e piante passa attraverso l'asta olandese, un modello tradizionale altamente frammentato i cui effetti si ripercuotono sul prezzo e la qualità del prodotto. Con l'obiettivo di innovare il settore, Colvin rimuove gli intermediari che intercorrono tra produttore e cliente finale e fornisce tecnologia a un settore non digitalizzato, dando così la possibilità di ottimizzare la gestione operativa», dichiara il ceo di Colvin, Cester.

"L'Italia è stato il paese da cui Colvin è partita per espandere il proprio business all'estero, un punto di partenza strategico che ha aperto la strada a una crescita vertiginosa e a una vera rivoluzione del mercato dei fiori", ha agggiunto Stefano Guidotti, partner di Mip e membro del board di Colvin. "Crediamo fortemente nella capacità del team di Colvin di essere protagonista anche in futuro di questo ambizioso cambiamento, che siamo convinti potrà portare a un arricchimento anche alla filiera italiana del settore. Colvin è un perfetto esempio degli elementi che da sempre consideriamo la vera chiave del successo: innovazione e tecnologia al servizio dello sviluppo sostenibile e della crescita".

Va detto che da inizio anno, le vendite globali di Colvin si sono moltiplicate per quattro rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, arrivando a raggiungere volumi di consegna del valore di 1 milione di euro in un unico giorno.

Durante il periodo trascorso in quarantena le abitudini dei consumatori sono cambiate, convertendosi in acquisti online. Sono aumentate le ricerche online per inviare fiori, e rimanere così in contatto con i propri cari. L'aumento delle vendite online continua: questo dato non solo indica un solido cambiamento nei consumi, ma preannuncia un anno di crescita. Si prevede infatti che il settore raggiungerà a livello globale un valore di 120 miliardi di euro nel 2027.

Negli ultimi mesi, il settore dei fiori recisi è stato duramente colpito dagli effetti della pandemia, con perdite stimate di 1.500 milioni di dollari. Secondo Colvin, "è necessario un vero e proprio cambiamento nel mercato in questione: comprendere e adattarsi a nuovi modelli di consumo, digitalizzare il settore e infine ottimizzare la filiera, offrendo un prodotto fresco e di qualità". (riproduzione riservata)



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