Quando, all'inizio del 2020, i mercati finanziari si sono resi conto del probabile numero di contagi dovuto alla pandemia di coronavirus, c'è stata una corsa disordinata verso la messa in sicurezza. Fortunatamente, però, la massiccia risposta da parte della politica internazionale ha ripristinato la fiducia e i mercati sono rimbalzati.
Dal suo picco al suo minimo, l'indice azionario Ftse World è sceso di oltre il 20% all'inizio del 2020. Anche i mercati obbligazionari sono stati colpiti, poiché le obbligazioni high yield e investment grade inizialmente sono state principalmente vendute. Infatti, i mesi di marzo e aprile 2020 si sono distinti per i riscatti significativi dei fondi high yield e investment grade. Ma così come il selloff è stato tempestivo e profondo, anche la risposta politica è stata senza precedenti. Nel 2020, a livello globale, le banche centrali hanno pompato circa 6.000 miliardi di dollari nell'economia attraverso il quantitative easing. Alcune banche centrali, come la Federal Reserve degli Stati Uniti, hanno anche ampliato il proprio toolkit, acquistando per la prima volta obbligazioni societarie. Nel frattempo, la risposta fiscale in tutto il mondo è stata di proporzioni storiche, con i governi che in molti casi hanno messo a disposizione la cassa integrazione per i dipendenti privati, oltre a fornire agevolazioni fiscali e garanzie statali sui prestiti.
"Con il 2021 ben avviato, i mercati obbligazionari hanno ormai superato la fase di sofferenza e, con gli stimoli in corso, sono ben avviati sulla strada della ripresa", esordisce Ryan Staszewski, gestore del fondo Threadneedle European strategic bond fund di Columbia Threadneedle Investments. "L'enorme stimolo ha fatto sì che quasi tutte le asset class del reddito fisso abbiano registrato buoni rendimenti nel 2020: molti rendimenti obbligazionari hanno toccato i minimi storici, mentre la quantità di obbligazioni a rendimento negativo ha raggiunto i massimi storici. Anche le obbligazioni investment grade hanno performato bene: i rendimenti globali per il 2020 nel loro complesso sono stati del 7,7%".
Ma che dire del 2021? È chiaro come sia necessaria una massiccia campagna vaccinale per far sì che l'economia globale possa tornare a una sorta di "normalità". Nel frattempo, però, le economie continueranno a dipendere dalle misure di stimolo per accelerare la ripresa. Nel breve e nel medio periodo "non ci sono molti segni del fatto che le banche centrali stiano allentando la presa", sottolinea Staszewski, secondo cui "ci aspettiamo che continuino a iniettare liquidità in modo sostanziale per tutto il 2021. Le principali banche centrali, come la Banca centrale europea e la Federal Reserve degli Stati Uniti, hanno chiesto più misure fiscali per facilitare la ripresa economica".
Chiaramente, i mercati obbligazionari si stanno riprendendo. Tuttavia, "questa ripresa sarà disuguale, e alcuni settori e società se la caveranno meglio di altri. In mercati così difficili, la selezione del credito sarà fondamentale", argomenta Staszewski. "Siamo investitori bottom-up", prosegue, "che si avvalgono della ricerca fondamentale di un team globale di analisti del credito interni. All'inizio del 2021, prevediamo che la maggior parte delle obbligazioni investment grade supereranno la tempesta dovuta al Covid-19, nonostante i livelli record del debito societario. A seguito delle significative emissioni di debito nei mercati primari nel 2020, la maggior parte delle società investment grade dispone ora di molta liquidità, utile nel caso in cui dovessero materializzarsi imprevisti rischi di ribasso legati alla pandemia, che ostacolano l’attesa ripresa globale".
Inoltre, i team di gestione di molte società stanno ora cercando di ridurre la leva finanziaria dei loro bilanci pagando i debiti. "Sui nostri modelli previsionali", sottolinea Staszewski, "vediamo una riduzione della leva finanziaria nel 2021 e, nel corso dell'anno, un ritorno della leva finanziaria aziendale ai livelli della fine del 2019, un risultato importante visti i danni inflitti alle economie globali dalla pandemia Covid-19. Tuttavia, stiamo tenendo d'occhio i segnali di avvertimento come i riacquisti di titoli, M&A o aumenti dei dividendi, che potrebbero distrarre il management dai piani di riduzione del debito".
Quali sono gli altri possibili venti contrari? "Forse il più grande rischio per i mercati obbligazionari è l'inflazione. Abbiamo visto dei leggeri rialzi dei prezzi ma, finora, niente che ci faccia preoccupare più di tanto. Nel più lungo periodo, siamo confortati dal fatto che le economie globali affronteranno una potente pressione strutturale al ribasso sui prezzi, dati i fenomeni deflazionistici come i progressi tecnologici e l'invecchiamento della popolazione", evidenzia il gestore, secondo cui "la fine degli stimoli fiscali è un'altra preoccupazione per gli investitori a reddito fisso, dato l'enorme sostegno che le politiche globali hanno dato ai mercati obbligazionari e azionari".
Una campagna rapida ed efficace di vaccinazione a livello globale potrebbe porre le basi per un forte rimbalzo economico, riducendo la necessità di sostegno politico, ma anche in uno scenario così roseo, "crediamo che le misure di stimolo siano qui per restare, almeno nel breve e nel medio periodo. Ciò significa che probabilmente forniranno supporto ai mercati obbligazionari globali fino al 2021 e oltre". (riproduzione riservata)