Le entrate legate al business delle ricerche online, vero core dei ricavi del gruppo, e il cloud hanno spinto i conti di Alphabet, la controllante di Google, che ha chiuso il secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2025 con ricavi record a 96,4 miliardi di dollari, in crescita del 13% su base annua tenendo conto delle variazioni valutarie.
Un balzo che ha portato il titolo a salire dell’1% nell’after hours di Wall Street subito dopo la comunicazione dei risultati, limitato nell’intensità dalla forte crescita delle spese in conto capitale comunicata dalla società, che intende investire quest’anno 85 miliardi di dollari contro i 52,5 miliardi del 2024. L’utile netto è salito dell’11,9% a 28,2 miliardi di dollari nel trimestre, mentre l’eps si è attestato a 2,31 dollari.
Protagonista dei conti di Alphabet si è ancora una volta confermata la ricerca, che ha generato 54,2 miliardi di dollari nel trimestre, con una crescita dell’11,7%, mentre l’advertising su YouTube è salito del 13% a 9,8 miliardi.
Crescita a due cifre anche per Google Cloud (+31,6%), che ha toccato i 13,6 miliardi di dollari pur assestandosi a livelli distanti dai leader Aws e Microsoft.
«Abbiamo avuto un trimestre eccezionale, con una solida crescita in tutte le divisioni. Siamo leader nel settore dell'intelligenza artificiale che stiamo veicolando a un ritmo incredibile. L'intelligenza artificiale sta influenzando positivamente ogni aspetto del business, generando un forte slancio», ha affermato Sundar Pichai, ceo di Alphabet.
La ricerca ha registrato una crescita del fatturato a due cifre e le nostre nuove funzionalità, come le Panoramiche AI e la Modalità AI, stanno ottenendo ottimi risultati. «Continuiamo a registrare ottime performance su YouTube e nelle offerte in abbonamento. Anche il Cloud ha registrato una forte crescita in termini di fatturato, backlog e redditività. Il suo fatturato annuo è ora di oltre 50 miliardi di dollari. Con questa forte e crescente domanda per i nostri prodotti e servizi Cloud», ha aggiunto Pichai, «stiamo aumentando i nostri investimenti in spese in conto capitale nel 2025 a circa 85 miliardi di dollari e siamo entusiasti delle opportunità future». (riproduzione riservata)