Civitavecchia si gioca il futuro industriale nella transizione dal carbone. La riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord è ormai il punto più sensibile del percorso di trasformazione del territorio, con il porto indicato come infrastruttura chiave per sviluppare logistica, nuove energie ed economia del mare. Sul tavolo ci sono già 52 progetti industriali presentati al Mimit nel 2025, concentrati su idrogeno, economia circolare, blue economy e piattaforme logistiche. Un segnale che conferma l’interesse degli investitori per un’area ritenuta strategica e una centrale, questa dell’Enel, oggi in phase out e ferma, in attesa di definire il proprio futuro e quello dei lavoratori.
L’impianto è inserito nel regime di “riserva fredda”, prorogato fino al 2038 dalla legge 49/2026: gli impianti restano spenti ma pronti a essere riattivati in caso di emergenza energetica nazionale. Ma il nodo principale resta quello dei tempi. Da un lato gli investitori chiedono certezze regolatorie, iter rapidi e disponibilità immediata delle aree. Le priorità riguardano il destino della centrale, la rimozione dei vincoli sui 36 ettari adiacenti e la trasformazione delle aree retroportuali in poli produttivi e logistici.
Dall’altro lato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha chiarito che «finché non ci sono certezze è meglio mantenere» la riserva fredda, aggiungendo però che «se ci dovessero essere progetti di riconversione, si può partire subito».
«La transizione energetica a Civitavecchia non è solo una questione locale, ma riguarda la sicurezza energetica e la competitività industriale del Paese», ha spiegato a Mf-Milano Finanza il presidente di Unindustria Civitavecchia, Fabio Pagliari. «Civitavecchia è un luogo competitivo dove investire. Sono 52 i progetti industriali presentati al Mimit, risposte di imprenditori pronti a scommettere sull’idrogeno, sull’economia circolare, sulla blue economy, sulla logistica». Pagliari ha, però, sottolineato la necessità di accelerare il percorso: servono tempi certi e strumenti chiari per trasformare le opportunità in investimenti reali.
«La centrale oggi è in una funzione di riserva strategica e siamo consapevoli che, anche in presenza di una incerta situazione geopolitica, ogni decisione vada attentamente ponderata», ha concluso.(riproduzione riservata)