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Citi: i titoli su cui puntare per sfruttare il rally delle materie prime
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Citi: i titoli su cui puntare per sfruttare il rally delle materie prime

di Giulia Talone
19 giugno 2021, 14:11

L'azionariato minerario non ha ancora incorporato la crescita dei prezzi delle commodities, che hanno raggiunto massimi storici ma possono salire ancora. Le prospettive dell'economia cinese sono incoraggianti e le misure adottate da Pechino per moderare i costi delle materie prime si esauriranno nel breve termine. Newcrest e Northern Star i top pick della banca d'affari

L'azionariato australiano potrebbe essere una miniera d'oro per gli investitori capaci di sfruttare il trend rialzista delle materie prime. Tra le pepite più preziose, secondo quanto riportato da Citi, ci sono i titoli delle società specializzate nell'estrazione di metalli, che non hanno incorporato ancora la fiammata dei prezzi delle commodities.

In media, secondo le stime della banca d'affari, i titoli minerari hanno un valore di mercato che presuppone prezzi delle materie prime inferiori del 46%. "Crediamo che il fenomeno sia dovuto a tre fattori", hanno spiegato gli esperti. In primo luogo, il mercato teme che le commodities abbiano ormai raggiunto il loro picco e abbiano esaurito la loro spinta rialzista. Tuttavia, ha rassicurato Citi, "anche se hanno raggiunto massimi storici, le ricerche mostrano che c'è altro spazio di crescita prima che il picco sia raggiunto".

Il secondo fattore che ha rende l'azionariato minerario tanto conveniente è il fatto che il mercato non sta adottando una strategia di short duration, che favorirebbe i titoli ciclici, come dimostra il fatto che il Nasdaq si stia avvicinando a toccare nuovi massimi. Inoltre, ha concluso la banca d'investimento, l'azionariato minerario sconta i timori delle misure che il governo cinese vuole adottare per contenere i prezzi delle materie prime. Come già scritto da milanofinanza.it, infatti, Pechino ha dichiarato tolleranza zero per le attività speculative illegali volte a far alzare il costo delle commodities e ha chiesto alle banche di non vendere ai consumer prodotti di investimento legati a future su materie prime. Comunque, Citi ha previsto che le misure messe in atto si esauriranno nel breve termine e non sgonfieranno i prezzi delle materie prime nel lungo periodo.

A questo bisogna aggiungere una promettente situazione macroeconomica in Cina: a maggio, infatti, la fornitura di denaro della Banca popolare cinese è aumentata, così come sono cresciuti i prestiti concessi. Questo fa presagire che la politica monetaria cinese sarà più accomodante di quanto previsto. Citi ha anche ricordato che a maggio gli scambi sul Tsf (trading support facility), ovvero il canale attraverso cui acquistare azioni nel mercato secondario cinese, sono saliti a 1.920 miliardi di renminbi dai 1.850 miliardi di aprile, al di sotto delle aspettative del consenso (2.000 miliardi), ma al di sopra di quelle della banca (1.700 miliardi). Il rimbalzo delle attività cinesi e la prospettiva di una politica monetaria più mite del previsto suggeriscono, a detta di Citi, una solida ripresa del manifatturiero cinese, che sosterrebbe ancora i prezzi delle commodities.

Insomma, l'azionariato minerario potrebbe davvero essere il nuovo oro. Sul listino, Citi ha scelto titoli che potrebbero crescere nei volumi di scambio e che potrebbero essere soggetti a nuove spinte catalizzatrici. Tra questi, la banca ha suggerito Newcrest (rating buy e target price a 32 dollari), che potrebbe beneficiare della produzione estensiva di rame dato che il metallo conta circa il 30% del fatturato. Si ricorda anche che la società australiana nel 2019 ha acquisito il 70% di Red Chris in una joint venture con Imperial Metals e ha avviato il progetto Havieron per l'estrazione di oro e rame. Queste due operazioni, ha commentato Citi, aiuteranno Newcrest a diversificare i ricavi e a centrare una buona performance sul mercato.

Tra i top pick di Citi c'è anche Northern Star (rating buy e target price a 13,60 dollari), che è prima per produzione e ha anche le maggiori prospettive di crescita nel breve termine. Focus anche su St Barbara (rating buy/high e target price a 2,30 dollari), che tratta su multipli in sconto rispetto alle rivali, nonostante pesino le riduzioni alla guidance e le incertezze sul futuro del progetto Simberi. (riproduzione riservata)



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