Sugli scudi a Piazza Affari i titoli Cir (+6,54% a 0,701 euro in chiusura di seduta il 20 novembre) e la controllata Sogefi (+4,52% a 3,24 euro) all’indomani dell’accordo vincolante con F2i per rilevare il 40,23% di Kos, il gruppo delle cliniche partecipato dalla holding della famiglia De Benedetti e dal fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli, salendo al 100%, a fronte di un esborso di 220 milioni di euro, previa distribuzione di un dividendo di 24,86 milioni (di cui 10 milioni per F2i).
Inoltre, l’intesa prevede che, nel caso Kos superi nel 2026 e nel 2027 determinate soglie di performance, migliorative rispetto agli attuali obiettivi del piano industriale, Cir corrisponda a F2i un eventuale ulteriore corrispettivo (earn out) fino a un massimo di 30 milioni.
È prevista anche una clausola di cosiddetto «anti-embarassment» in virtù della quale F2i avrà diritto a percepire una quota equivalente al 40,23% dei benefici, rispetto alla valutazione implicita nel corrispettivo pattuito, di eventuali operazioni straordinarie di valorizzazione da parte di Cir sull'attuale perimetro di Kos, con esclusione delle operazioni infragruppo, e ciò fino al 30 giugno 2028 in caso di vendita di azioni Kos da parte di Cir, con corrispettivo cash, ovvero fino al 30 giugno 2027 in caso di altre operazioni. Allo stato attuale Equita ritiene che entrambi questi scenari siano poco probabili.
Quanto al prezzo messo sul piatto la valutazione del 100% dell’equity corrisponde a 0,55 miliardi, «praticamente uguale alla nostra valutazione di 0,56 miliardi che equivale a multipli impliciti ragionevoli, ovvero ev/ebitda 2025/2026 di 7,7/6,7 volte e prezzo/utile di 18/14 volte», precisa la sim.
In pratica, l’operazione è un ulteriore passo verso la trasformazione da holding company a pura società di residenze per anziani di cui si parla dal 2020, processo poi ritardato per la crisi del Covid-19. Di fatto, spiega ancora Equita, ora il peso di Kos sul net asset value (nav) di Cir sale dal 37% al 59%, viceversa quello del cash sul nav scende dal 36% al 15%.
Per completare la trasformazione, ipotizza Equita, «restiamo dell’idea che anche il restante business di Sogefi nel medio termine possa essere venduto, una volta rilanciato definitivamente il business delle sospensioni per permettere la giusta valorizzazione e alla luce della cessione della divisione dei filtri avvenuta nel 2024. Ai prezzi di mercato la partecipazione del 59,6% di Sogefi rappresenta il 24% del net asset value della holding».
Cir rimane con oltre 140 milioni di cassa netta che, oltre a continuare il buy-back, «non escludiamo possa essere usata per tornare a pagare un dividendo. Anche se non ci sono indicazioni al riguardo, potrebbe anche essere utilizzata per aumenti di capitale di Kos per finanziare nuove acquisizioni, oltre all’attuale flessibilità finanziaria di Kos standalone che stimiamo pari a oltre 0,1 miliardi», indica Equita.
A conti fatti il net asset value di Cir sale a circa 1 euro, aggiornando il prezzo di mercato di Sogefi, i dati del buy-back e incorporando gli effetti del deal su Kos. Confermando uno sconto holding del 7,5%, il target price di Equita su Cir sale del 5% a 0,92 euro e il rating resta buy. Invece, su Sogefi il rating resta hold con un target price a 3,15 euro. (riproduzione riservata)