La pandemia da coronavirus e le misure adottate per contrastarla rappresentano la circostanza più significativa del 2020, sia in termini umani e sanitari che di impatto per l’economia e i mercati. Tuttavia, secondo gli analisti di Hedge Invest sgr, il Covid-19 di per sé non rappresenterà un problema strutturale, con l’umanità che riuscirà, si spera presto, a debellarlo. Non solo, il fatto che si sia riusciti a sviluppare non uno ma molteplici vaccini nel giro di pochi mesi dimostra ancora una volta la straordinaria capacità di risposta dell’ingegno umano.
“La conseguenza strutturale del coronavirus sta nel fatto di aver indotto un’enorme accelerazione di alcuni trend già esistenti”, evidenziano gli analisti di Hedge Invest. In particolare, “il più significativo è quello che definiamo “inverno tecnologico”: l’innovazione tecnologica crea deflazione sostituendosi alla manodopera tradizionale e abbattendo i costi di produzione. Le banche centrali rispondono alla deflazione mantenendo politiche accomodanti, e in questo modo creano un contesto a sua volta favorevole allo sviluppo di nuove tecnologie, dato che i costi di finanziamento dei nuovi progetti sono quasi nulli”.
"Si viene così a creare una circolarità sempre più veloce e sempre più forte, accelerata appunto dalla pandemia, che acuisce le disuguaglianze sociali e crea enormi disparità tra vincitori e vinti a livello economico. Questa dinamica è ideale per le società innovative che entrano nel mercato”, evidenziano da Hedge Invest, “mentre è assolutamente sfidante per le aziende tradizionali, che rischiano di essere travolte”.
Occorre dunque non solo rimanere al passo con i tempi moderni, quanto piuttosto porsi come protagonisti in quei settori dove ci sarà una pressione maggiore, come quello della distribuzione, della finanza e dell’energia. A questo proposito, Hedge Invest individua cinque temi chiave, che influenzeranno i mercati da qui in avanti, a partire dal prossimo inverno.
“Il primo tema a cui guardiamo con grande interesse è quello del 5G. Non sappiamo ancora quale sarà la “killer app” che convincerà il mondo ad abbracciare in massa questa tecnologia, ma con tutta probabilità farà impiego di sensori ottici. Potrebbe essere legata alla guida autonoma, a un aumento esponenziale nella risoluzione di video o immagini, alla realtà virtuale o aumentata, oppure ancora al riconoscimento dei gesti. Ad ogni modo, è un buon motivo per puntare su aziende di sensori ottici, come Sony e Ams AG, a patto di trovare valutazioni ragionevoli”, sottolineano gli analisti del gruppo.
Al 5G si lega un altro trend, vale a dire la possibile crescita vertiginosa delle reti private, che fanno uso di questa tecnologia. Secondo gli strategist, “tra i vari player, Palo Alto Networks è ben posizionata come principale fornitore di servizi di cyber security, grazie alla sua piattaforma innovativa”.
Il terzo tema è quello del fintech, che rappresenta una sfida epocale per le società finanziarie tradizionali. “Nel complesso, l’entusiasmo verso questo fenomeno è forse eccessivo, ma il settore offre alcune perle nascoste. Tra queste spicca Cardlytics, società attiva nell’advertising attraverso i canali digitali delle banche, di cui apprezziamo le obbligazioni convertibili, dato il basso livello di indebitamento”.
Un’ulteriore possibilità è data dal cloud, settore in cui si trovano a competere la maggior parte dei giganti tecnologici (Amazon, Google, Microsoft). Nonostante ciò, “il livello di penetrazione di questa tecnologia è ancora molto basso e la transizione dovrà essere gestita. Una società meno famosa”, proseguono gli analisti, “ma molto interessante in questo ambito è VMware, attiva nel campo della virtualizzazione e del cloud computing”, evidenziano da Hedge Invest.
Ultimo, ma non meno importante, è il tema della transizione energetica, un trend pluridecennale che sta rivoluzionando l’economia e il modo di vivere globale. “Dal punto di vista degli investimenti, però, può essere considerato come una sorta di campo minato, dato che vi si trovano società con valutazioni ancora più estreme di quelle registrate nella bolla Dot.com del 2000. In questo settore, puntiamo sulle aziende legate all’idrogeno che possiedono tecnologie rivoluzionarie, un solido portafoglio di brevetti, partnership solide e ordini in aumento. Alcuni esempi sono FuelCell Energy, Plug Power e Ceres Power. Al contrario, scommettiamo al ribasso laddove abbiamo l’impressione che vi sia solo marketing non sostanziato da tecnologie veramente innovative e che il momentum del business stia frenando, come nel caso di Nikola Corporation, Bloom Energy e SFC Energy”, concludono gli strategist del gruppo. (riproduzione riservata)