L’assemblea dei soci di Cinecittà, società controllata dal Mef, ha approvato il 25 luglio il bilancio chiuso al 31 dicembre 2024, e ha, inoltre, deliberato la nomina di Antonio Saccone come nuovo presidente degli Studios della capitale dopo le dimissioni «irrevocabili», lo scorso 29 giugno, di Chiara Sbarigia. Una presidenza, dunque, che resta sempre alla Lega.
Attualmente con incarichi nell’Udc, l’ex senatore Saccone (passato in Forza Italia) è, infatti, molto gradito al Carroccio e soprattutto al sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, al quale il vicepremier Matteo Salvini ha delegato la pratica Cinecittà dopo gli scontri tra il ministro della cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni.
«In soli sei mesi, la nuova governance ha ridotto i costi di 5 milioni di euro e di conseguenza le perdite previste, e approvato anche il Piano Industriale 2025-2029. Dopo un avvio d'anno segnato da difficoltà economiche e operative, Cinecittà chiude il 2024 con segnali concreti di ripartenza. Il Bilancio 2024, pur riportando una perdita di?11,6 milioni di euro, evidenzia un miglioramento di oltre?2 milioni di euro rispetto alle stime iniziali e il mantenimento di un patrimonio netto positivo pari a 4,2 milioni di euro», spiega una nota.
«Oggi Cinecittà riparte», scrive l’amministratrice delegata Manuela Cacciamani nella nota che accompagna il bilancio. «Ho accettato l'incarico di amministratore delegato a luglio 2024, ma, posso dire anche a nome di tutto il consiglio di amministrazione, pensando di trovare una società in salute. Così era stata rappresentata all’esterno la situazione da chi mi aveva preceduta. Ho invece trovato 8 milioni di euro di rettifiche negative sul 2023 e 13,6 milioni di euro di perdite a luglio 2024. Con un totale di perdite lasciate in eredità dalla precedente governance di oltre 21,5 milioni euro e con una cassa ovviamente negativa. Con conseguente erosione del patrimonio netto. Dati economici e finanziari, quelli appena citati, sui quali tutti si sono dovuti purtroppo trovare d’accordo. Vecchi e nuovi interlocutori, tecnici e società di revisione.
I contratti con nuove produzioni erano a zero, fatta eccezione per l’accordo quadro con Fremantle che aveva però una marginalità negativa. L’accordo portava un fatturato apparentemente elevato, ma bruciava ricchezza invece di produrla. Risalire è stata durissima. Il 2024 porta ancora le ferite del passato», spiega l’ad convinta che ora «Cinecittà ha le basi per guardare avanti con fiducia. Il ritorno ad una condizione di sostanziale equilibrio e l’approvazione del Piano Industriale dimostrano che il rilancio è concreto. Il ritorno di commesse profittevoli è la base per una nuova stagione. Meno fatturato, forse, ma che dia margini positivi e non negativi come in passato».
Il piano industriale 2025-2029 approvato prevede: il raddoppio dei ricavi da 26,7 a 51,9 milioni di euro, Ebitda positivo a?6,3 milioni di euro, con margine operativo del 7,5%, capacità produttiva +60%, con la costruzione di 5 nuovi teatri di posa e la ristrutturazione di altri 4 entro il 2026, patrimonio netto in crescita a 25,2 milioni di euro entro il 2029.
Tra i punti salienti anche il rafforzamento dei servizi tecnologici, il potenziamento dell’Archivio Luce e del Miac, il Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema di Cinecittà, l’adozione di pratiche sostenibili e un forte investimento sul capitale umano, con nuove assunzioni, percorsi formativi e accrescimento del welfare aziendale. (riproduzione riservata)