Asia in rosso, apesantita dalla nuova variante e dal rialzo delle materie prime che sta frenando la crescita. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede lo 0,44%, Hong Kong è chiusa per festività e Shanghai scambia sotto la parità (l'indice torna positivo, +0,2%, mezz'ora dopo). L'oro guadagna lo 0,22% a 1.778 dollari per oncia, mentre il petrolio Wti americano sale dell 0,23% a 73,64 dollari il barile. Valute poco mosse, con l'euro che passa di mano a 1,1847, lo yen a 111,12, la sterlina a 1,3812. Il T bond Usa decennale vede il rendimento viaggiare all'1,47% con i futures su Wall Stret positivi in media per lo 0,2% tranne il Nasdaq, appena sopra la parità.
Oggi il presidente cinese, Xi Jinping, ha avvertito che le forze straniere che tentano di intimidire la nazione facendo i bulli "sbatteranno la testa" e ha salutato un "nuovo mondo" creato dal suo popolo mentre il Partito comunista al potere sta festeggiando i 100 anni della sua fondazione. In un discorso di un'ora tenuto da Piazza Tiananmen, Xi si è impegnato a rafforzare l'esercito cinese, a "riunificare" Taiwan e ha affermato che la stabilità sociale sarà assicurata a Hong Kong, proteggendo la sicurezza e la sovranità della Cina. "Il popolo cinese non è solo bravo a distruggere il vecchio mondo, ma ha anche creato un nuovo mondo", ha affermato Xi, il leader più potente della Cina dai tempi di Mao Zedong, fondatore della Repubblica popolare. "Solo il socialismo può salvare la Cina".
Nel frattempo, l'amministratore ad interim di Hong Kong, John Lee, ha dichiarato oggi che la città è tornata all'ordine dal caos da quando la Cina ha imposto un'ampia legge sulla sicurezza nazionale al centro finanziario lo scorso anno. Intanto il Caixin China General Manufacturing Pmi è sceso a 51,3 a giugno 2021 da 52 a maggio, al di sotto delle stime di mercato di 51,8. Questa è stata la lettura più bassa degli ultimi tre mesi, tra il recente aumento dei casi locali di Covid-19 e le difficoltà sulla catena di approvvigionamento. La produzione è aumentata al ritmo più blando da marzo 2020, la crescita dei nuovi ordini è stata ai minimi degli ultimi tre mesi e le vendite per l'esportazione sono risultate sostanzialmente stagnanti.
Il settore manifatturiero in Asia ha visto lo slancio indebolirsi a giugno, poiché alcuni Paesi hanno lottato con l'aumento dei costi di produzione e la reintroduzione di lockdown per combattere la nuova variante del Coronavirus. Intanto il Pmi manifatturiero au Jibun Bank Japan era a 52,4 a giugno, rispetto a una stima preliminare di 51,5 e un 53,0 finale un mese prima. Questa è stata la lettura più debole da febbraio, tra i nuovi lockdown in alcune parti del Paese a seguito dell'ultima ondata di infezioni locali.
Sia la produzione che i nuovi ordini si sono ridotti al ritmo più veloce degli ultimi cinque mesi, poiché le restrizioni relative al Covid e le pressioni sulla catena di approvvigionamento hanno rallentato le attività. La creazione di posti di lavoro è proseguita per il terzo mese consecutivo, con il tasso di crescita in leggero aumento fino a raggiungere il livello più rapido da gennaio 2020. Per quanto riguarda l'inflazione, il rialzo dei costi di produzione ha accelerato al ritmo più rapido da marzo 2011, a causa dell'aumento dei prezzi di materie prime. (riproduzione riservata)