L’Asia si muove positiva, mercoledì 10 settembre, grazie al buon andamento di Wall Street e alla corsa di Oracle nella fascia afterhour (+28%). Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei sale dello 0,8%, Hong Kong dell’1,33% e Shanghai dello 0,2%, mentre il petrolio Usa Wti guadagna l’1,2% a 63,36 dollari il barile con i futures sul Nasdaq positivi per lo 0,2%.
I prezzi al consumo in Cina sono scesi dello 0,4% su base annua ad agosto 2025, dopo una variazione nulla a luglio, mancando le previsioni di un calo dello 0,2%. Si è trattato della flessione più marcata da febbraio, trainata dal crollo più ampio dei prezzi alimentari degli ultimi quattro anni. Nel frattempo, i prezzi alla produzione sono diminuiti del 2,9%, in rallentamento rispetto al -3,6% di luglio, ma segnando comunque il 35° mese consecutivo di deflazione.
L’indice Nikkei 225 è salito dello 0,8% mercoledì a circa 43.790 punti, rimbalzando dalle perdite della sessione precedente grazie ai titoli tecnologici. Le azioni tech giapponesi infatti sono state trainate dalla volata di Oracle balzata del 28% nelle contrattazioni after-hours, spinta da un aumento del 1,529% dei ricavi del database multicloud provenienti da Amazon, Google e Microsoft, grazie alla domanda di server per l’intelligenza artificiale.
Nel frattempo, le forti revisioni al ribasso dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti hanno rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve la prossima settimana, mentre alcuni investitori scommettono su un intervento deciso da 50 punti base. Sul fronte interno, un sondaggio privato ha mostrato che il sentiment dei produttori giapponesi ha raggiunto a settembre il livello più alto degli ultimi tre anni, grazie all’allentamento delle tensioni commerciali dopo un accordo sui dazi con gli Stati Uniti. Tra i titoli in evidenza: SoftBank Group +5,6%, Advantest +2,5% e Disco Corp +1,4%.
I futures sul greggio Wti salgono oltre i 63 dollari al barile mercoledì, segnando il terzo rialzo consecutivo, spinti dai timori di possibili interruzioni dell’offerta a causa dell’aumento delle tensioni in Medio Oriente. L’esercito israeliano ha colpito i capi di Hamas a Doha, in Qatar, segnando un’ulteriore escalation. L’attacco è arrivato poche ore dopo che Israele aveva avvertito di essere pronto a colpire Gaza City. Le tensioni geopolitiche si sono sommate alla pressione rialzista derivante dall’aumento contenuto della produzione Opec+ previsto per ottobre, nettamente inferiore rispetto agli incrementi dei mesi precedenti.
I dati dell’industria Usa hanno mostrato che le scorte statunitensi di greggio sono aumentate di 1,3 milioni di barili la scorsa settimana, dopo un incremento di 0,6 milioni la settimana precedente.
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollecitato l’Ue a imporre dazi del 100% sui beni cinesi e indiani per fare pressione sul presidente russo Vladimir Putin e Washington ha segnalato la possibilità di misure simili.
Il rendimento dei Treasury Usa a 10 anni è rimasto vicino al 4,09% mercoledì, dopo aver toccato un minimo di cinque mesi all’inizio della settimana, mentre gli investitori attendono i dati sull’inflazione che potrebbero influenzare l’orientamento della Federal Reserve. L’indice dei prezzi alla produzione è atteso più tardi nella giornata, seguito domani dall’indice dei prezzi al consumo.
Martedì, il Bureau of Labor Statistics ha comunicato che l’economia statunitense ha creato 911.000 posti di lavoro in meno nei 12 mesi chiusi a marzo, ossia circa 76.000 in meno al mese, segnalando un mercato del lavoro più debole del previsto. Insieme al deludente rapporto sull’occupazione di agosto della scorsa settimana, i dati hanno rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi da 25 punti base da parte della Fed la prossima settimana, anche se alcuni operatori scommettono su un intervento più ampio da 50 punti. In totale, i mercati prezzano 66 punti base di allentamento monetario quest’anno. (riproduzione riservata)