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Cina, target di pil ai minimi dal 1991: più tech e armi per Xi. Borse al rimbalzo, corrono petrolio e dollaro

05 marzo 2026, 07:40 Ultimo aggiornamento: 08:01

Si è aperta la sessione annuale del parlamento cinese con gli obiettivi del 2026: la Cina mira a diventare il leader globale del tech e alza molto i toni dello scontro contro Taiwan. Ma non contro gli Usa, per ora

Borse al rimbalzo in Asia, dopo una sessione in forte calo, mentre continua a infuriare la guerra Usa-Iran. Giovedì 5 marzo il Nikkei sale dell’1,65% alle ore 7:30 italiane, il Kospi in Corea balza del 10%, Hong Kong è sopra la parità, mentre Shanghai guadagna lo 0,55%. Il nuovo target di pil sulla Cina raffredda un po’ il sentiment sui mercati. Intanto corrono ancora petrolio (Wti +4% a 77,69 dollari) e dollaro (+0,36%, l’euro scende a 1,1594) mentre i futures sul Nasdaq viaggiano in calo  dello 0,5%.

La Cina fissa il target di crescita più basso dal 1991

La Cina ha fissato un obiettivo di crescita del pil compreso tra il 4,5% e il 5%, la fascia più bassa dal 1991 mantenendo al contempo un deficit fiscale elevato. Il dato è stato annunciato durante la riunione 2026 del parlamento mentre Pechino si prepara a pubblicare il nuovo piano quinquennale.

Il premier Li Qiang ha detto giovedì che la spesa per la Difesa aumenterà del 7% quest’anno, leggermente meno del 7,2% dell’anno precedente ma comunque molto più rapidamente della spesa pubblica complessiva.

L’obiettivo di crescita del pil, contenuto nel Rapporto sul lavoro del governo che definisce i traguardi dell’anno, rappresenta un passo indietro rispetto al target dello scorso anno di «circa il 5%» e alla crescita effettiva del 5% registrata nel 2025. «I rischi geopolitici stanno aumentando. L’economia globale rimane debole, mentre multilateralismo e libero commercio sono seriamente minacciati», ha dichiarato Li leggendo il rapporto nella Grande Sala del Popolo davanti al presidente Xi Jinping e a migliaia di delegati provenienti da tutta la Cina.

Sul fronte interno, il premier ha riconosciuto che il mercato immobiliare, in profonda crisi, è ancora «in una fase di aggiustamento», che «lo squilibrio tra forte offerta e domanda debole è acuto» e che «per le persone è sempre più difficile trovare lavoro e aumentare i redditi». Li ha però aggiunto che nell’ultimo anno l’economia ha «dimostrato una notevole resilienza», con la Cina capace di diversificare le esportazioni e aumentare la spesa in ricerca e sviluppo.

La Cina punta alla supremazia tech globale

La Cina punta alla supremazia tecnologica globale nel prossimo piano quinquennale, che sarà pubblicato durante la sessione parlamentare. Il Paese deve tuttavia affrontare sfide rilevanti, tra cui il rallentamento interno e il peggioramento delle condizioni globali legato alla guerra commerciale del presidente Usa, Donald Trump, e all’attacco all’Iran. «La fascia più ampia dell’obiettivo di crescita offre maggiore flessibilità alle politiche per affrontare le incertezze interne ed esterne», ha notato Yuhan Zhang, economista del China Center del Conference Board.

La Cina vuole crescere bene a medio termine: più reddito diffuso

L’abbassamento del target segnala che il governo adotterà meno politiche fiscali espansive quest’anno, concentrandosi sull’obiettivo di sviluppo di lungo periodo di raggiungere entro il 2035 un livello di reddito tipico delle economie sviluppate di fascia media, piuttosto che sulla crescita nel breve termine.

Il rapporto sul lavoro prevede un deficit fiscale pari al 4% per il prossimo anno: è il secondo anno consecutivo in cui Pechino lo mantiene sopra il livello del 3%. Il governo ha inoltre fissato un obiettivo di inflazione al consumo del 2%. Secondo gli analisti si tratta di un traguardo difficile, considerando le persistenti pressioni deflazionistiche: l’indice dei prezzi al consumo è quasi stabile, i prezzi alla produzione sono in calo e anche il deflatore, la misura più ampia dei prezzi nell’economia, è negativo (serve per separare la crescita vera dell’economia da quella dovuta solo all’aumento dei prezzi).

Le autorità sono inoltre sempre più preoccupate per la fiducia fiacca delle famiglie e hanno annunciato misure per stimolare i consumi. Louis Kuijs, capo economista per l’Asia-Pacifico di S&P Global Ratings, ha osservato che questo è il primo piano quinquennale che include un obiettivo di «realizzare un aumento significativo dei consumi come quota del pil».

Si inasprisce il linguaggio contro Taiwan: reprimere il separatismo

Il report ha inasprito il linguaggio su Taiwan. Li ha promesso di «reprimere con decisione le forze separatiste dell’indipendenza di Taiwan, opporsi alle interferenze esterne, promuovere lo sviluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde dello Stretto e portare avanti la grande causa della riunificazione nazionale». Lo scorso anno il documento faceva riferimento all’opposizione al «separatismo indipendentista di Taiwan» e alle «interferenze esterne».

«Reprimere con decisione è un’espressione diversa: indica che la lotta alle forze indipendentiste di Taiwan è diventata una priorità del lavoro del governo quest’anno», il commento di un analista citato dall’FT che ha lavorato come advisor di politici taiwanesi sulle relazioni tra le due sponde dello Stretto. Pechino ha formalmente criminalizzato nel 2024 discorsi e comportamenti che promuovono l’indipendenza di Taiwan e da allora ha preso di mira alcuni politici taiwanesi all’estero. Gli esperti hanno inoltre notato che il report non ha irrigidito il linguaggio verso gli Stati Uniti, in vista della visita del presidente Donald Trump a Pechino. (riproduzione riservata)



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