Borse volatili in Cina, lunedì 17 febbraio, partono in rosso per poi risalire man mano che emergono notizie del summit fra il presidente Xi Jinping e i top manager del Paese dei grandi gruppi privati, un evento piuttosto raro. Il Nikkei chiude invariato, Hong Kong cede lo 0,2% (+12,55% da inizio anno col rally del tech), Shanghai sale dello +0,3%, mentre i futures sul Nasdaq guadagnano lo 0,35% (Wall Street oggi è chiusa per il il President’s Day).
Il presidente cinese Xi Jinping si è incontrato lunedì con i maggiori top manager del Paese del settore privato, secondo i media statali, in una fase in cui l'economia del Paese è stretta fra la deflazione interna e i dazi Usa del presidente Donald Trump.
Tra gli imprenditori presenti all'incontro, vi era Jack Ma, fondatore di Alibaba, rimasto lontano dagli eventi pubblici da quando le autorità cinesi hanno fatto fallire la quotazione di Ant Group, la controllata di Alibaba nel settore del risparmio gestito, nel novembre 2020, dopo che le critiche pubbliche di Ma al sistema normativo del Paese avevano irritato Pechino. Il ritorno di Ma alla ribalta potrebbe rafforzare l'aspettativa che Xi stia ammorbidendo il suo approccio nei confronti delle grandi società tecnologiche.
Fra gli altri imprenditori che hanno partecipato all'incontro, vi erano Ren Zhengfei, fondatore e amministratore delegato di Huawei Technologies, Lei Jun, fondatore e amministratore delegato del produttore di elettronica di consumo Xiaomi e Wang Xing, fondatore del gigante della consegna di cibo Meituan.
Peiqian Liu, economista di Fidelity International, ha spiegato alla Cnbc che la presenza di Xi al meeting invia un «segnale di chiaro sostegno agli imprenditori del settore privato, un fatto che probabilmente riaccenderà l'ottimismo sulla ripresa della crescita in Cina».
Liu ha poi aggiunto che la mossa di Xi «potrebbe potenzialmente essere più importante dello stimolo fiscale annunciato nei mesi scorsi dal governo, se ora Pechino mostrasse un sostegno più chiaro e deciso allo sviluppo del settore tecnologico». Il presidente Xi è alle prese, come si è visto, con una crescita faticosa, la crisi prolungata del settore immobiliare (innescata dallo stesso governo perché prezzi delle case erano troppo alti rispetto alla media degli stipendi), gli scarsi consumi interni e la difficoltà del settore tecnologico privato, tenuto sotto costante monitoraggio da parte del Partito Comunista.
In tal senso, l'incontro potrebbe segnare «una svolta significativa per il settore tecnologico cinese dopo anni di controlli sempre più invasivi», il commento di Lynn Song, capo economista di Lng, secondo cui la tempistica di questo incontro sottolinea l'urgenza di Pechino di ravvivare il settore privato in un momento in cui i dazi appena applicati dagli Usa rischiano di rallentare ulteriormente la crescita. (riproduzione riservata)