Asia cauta, mercoledì 30 aprile, i dati macro in Cina iniziano ad evidenziare l’effetto dei dazi Usa avviati a febbraio e da lì in poi peggiorati. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei sale dello 0,3%, Hong Kong dello 0,15%, Shanghai cede lo 0,13%. I futures sul Nasdaq sono in flessione intanto dello 0,6%, in attesa dei dati relativi al Pil Usa, all’inflazione Pce monitorata dalla Fed e delle trimestrali di Microsoft e Meta.
L’indice Pmi manifatturiero ufficiale (Nbs, elaborato dal governo) della Cina è sceso a 49,0 ad aprile 2025 rispetto a 50,5 di marzo, deludendo le attese del mercato fissate a 49,8 (tutti i valori sotto 50 indicano contrazione economica). Si tratta del livello più basso da dicembre 2023, in un contesto di crescenti timori legati allo stallo commerciale tra Cina e Stati Uniti. I dati ufficiali si contrappongono a quelli di un sondaggio privato (che di solito monitora imprese di dimensioni più piccole, non i grandi gruppi statali), che ha indicato una crescita inaspettata della produzione manifatturiera, seppur al ritmo più lento dall’inizio dell’anno.
L’indice Pmi servizi della Cina è sceso a 50,4 ad aprile 2025 da 50,8 di marzo, mancando le stime degli analisti, che lo collocavano a 50,7. Gli ordini (44,9 rispetto a 46,6) e l’occupazione (45,5 rispetto a 45,8) hanno registrato un’accelerazione della contrazione, mentre gli ordini esteri (42,2 rispetto a 49,8) hanno subito un forte peggioramento, riflettendo l’impatto crescente delle tariffe statunitensi sul comparto dei servizi.
Allo stesso tempo, i tempi di consegna si sono leggermente ridotti (50,8 contro 51,1). Sul fronte dei costi, i prezzi (input) sono calati per il terzo mese consecutivo (47,8 contro 48,6), accompagnati da una continua discesa dei prezzi di vendita (46,6 contro 46,7). Infine, la fiducia delle imprese è scesa ai minimi da settembre 2024.
La produzione industriale in Giappone è diminuita dell’1,1% su base mensile a marzo 2025, invertendo il +2,3% di febbraio e peggiorando rispetto alle previsioni di un calo dello 0,4% (secondo i dati preliminari). Si tratta del secondo calo registrato quest’anno, in un clima di incertezza dovuto alle minacce tariffarie statunitensi.
I cali più significativi si sono registrati nei settori dei veicoli (-5,9% rispetto a +0,2% di febbraio), delle apparecchiature elettriche e di comunicazione (-4,4% contro +1,1%), e dei macchinari industriali (-5,0% contro +0,3%). Su base annua, la produzione è scesa dello 0,3% a marzo, dopo un +0,1% a febbraio, segnando il primo calo annuale del 2025. (riproduzione riservata)