L’Asia apre bene la settimana, nella speranza che i colloqui Usa-Cina attesi per oggi, lunedì 9 giugno a Londra, portino ad un allentamento delle tensioni fra le prime due economie al mondo. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei e l’Hang Seng salgono dello 0,9%, Shanghai dello 0,3%. I futures sul Nasdaq, intanto, viaggiano sotto la parità.
Il sentiment di mercato è sostenuto anche dalla notizia secondo cui la Cina ha concesso autorizzazioni temporanee per l’esportazione di terre rare, mentre la statunitense Boeing ha ripreso le consegne di jet alla Cina, segnale di un possibile allentamento delle tensioni bilaterali.
I prezzi al consumo in Cina sono diminuiti dello 0,1% su base annua a maggio 2025, rimanendo stabili per il terzo mese consecutivo e superando leggermente le previsioni di un calo dello 0,2%. Si tratta del quarto mese consecutivo di deflazione dei consumi, a conferma delle persistenti difficoltà legate ai rischi commerciali con gli Stati Uniti, alla debole domanda interna e alle preoccupazioni per la stabilità sul fronte occupazionale. Nel frattempo, i prezzi alla produzione sono scesi del 3,3%, il calo più marcato da due anni.
Le esportazioni dalla Cina sono aumentate del 4,8% su base annua a 316,1 miliardi di dollari a maggio 2025, leggermente al di sotto delle stime che prevedevano un +5,0%. Il dato rappresenta un netto calo rispetto alla crescita dell’8,1% registrata ad aprile, complice il rallentamento delle spedizioni verso gli Stati Uniti dovuto ai dazi imposti da Trump e all’incertezza legata ai negoziati commerciali in corso tra Washington e Pechino.
Tra i principali partner commerciali, le esportazioni sono cresciute verso Giappone (+6,2%), Taiwan (+7,5%), Australia (+12,6%), Ue (+12,0%) e area Asean (+14,8%), mentre sono diminuite verso gli Stati Uniti (-34,5%) e Corea del Sud (-1,2%). Le esportazioni di terre rare sono balzate del 23% su base mensile, raggiungendo il livello più alto dell’ultimo anno.
I principali negoziatori commerciali di Usa e Cina si incontreranno lunedì a Londra, alimentando le speranze di una riduzione delle tensioni legate al dominio cinese nelle terre rare. Nei primi cinque mesi del 2025, le esportazioni sono cresciute del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, raggiungendo 1.480 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, sono aumentate le esportazioni di prodotti agricoli (+4,7%) e tessili (+3,7%). Le esportazioni verso Hong Kong sono salite del 19,6%, mentre quelle verso gli Usa sono calate del 6,3%.
La crescita delle esportazioni cinesi ha deluso le attese a maggio, frenata da un crollo marcato delle spedizioni verso gli Stati Uniti, nonostante una tregua commerciale temporanea che ha sospeso la maggior parte dei dazi per 90 giorni.
Le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono crollate del 34,5% su base annua, segnando il calo più forte dal febbraio 2020, secondo i dati di Wind Information. Le importazioni dagli Stati Uniti sono diminuite di oltre il 18%, con il surplus commerciale della Cina verso gli Usa ridotto del 41,55% su base annua, attestandosi a 18 miliardi di dollari.
Complessivamente, le esportazioni sono aumentate del 4,8% lo scorso mese in dollari, rispetto all’anno precedente, secondo i dati doganali pubblicati lunedì, al di sotto delle previsioni Reuters di un aumento del 5%. Le importazioni, invece, sono scese del 3,4% a maggio rispetto all’anno precedente, una contrazione molto più ampia rispetto alle stime degli economisti che prevedevano un calo dello 0,9%. Le importazioni sono state deboli quest’anno soprattutto a causa della domanda interna stagnante. (riproduzione riservata)