Borse asiatiche volatili, giovedì 5 giugno, alle ore 7:40 italiane il Nikkei cede lo 0,5% circa, mentre l’Hang Seng sale dello 0,6% e Shanghai è sopra la parità, con i futures sul Nasdaq in calo dello 0,15%.
A incidere, la mancanza di slancio registrata dai mercati statunitensi, dove i dati deboli relativi al mercato del lavoro hanno alimentato i timori sull’effetto della guerra dei dazi voluta dal presidente Donald Trump. Il rapporto Adp ha evidenziato che le assunzioni nel settore privato statunitense sono rallentate al livello più basso degli ultimi due anni. Sul fronte interno, i dati hanno mostrato un calo per il quarto mese consecutivo dei salari reali ad aprile, dal momento che l’inflazione persistente continua a superare la crescita dei salari nominali, aumentando le preoccupazioni sul potere d’acquisto dei consumatori.
L’indice Caixin Pmi servizi della Cina è salito a 51,1 a maggio 2025, rispetto al minimo degli ultimi sette mesi di 50,7 registrato ad aprile (tutti i valori sopra 50 indicano crescita economica), in linea con le attese. La crescita dei nuovi ordini ha accelerato, compensando un lieve calo delle vendite estere dovuto all’incertezza legata ai dazi statunitensi. Nel frattempo, la fiducia è migliorata, pur restando al di sotto della media storica.
Le azioni Nintendo sono scese fino all’1,9% giovedì dopo il lancio globale della console Switch 2. Si tratta di una versione aggiornata della Switch, introdotta nel 2017 dalla casa giapponese di videogiochi.
La nuova console presenta diverse analogie con la precedente, ma presenta uno schermo più grande, una grafica migliorata e titoli come Mario Kart World.
La Switch 2 è venduta a un prezzo di 449,99 dollari nella maggior parte dei mercati, diventando la console più costosa mai lanciata da Nintendo. Lo scorso mese, il gruppo giapponese ha annunciato attese di vendita di 15 milioni della Switch 2.
Il fondatore di Bridgewater, Ray Dalio, ha spiegato durante il programma «Squawk on the Street» che la situazione del debito pubblico statunitense è «urgente», ma che abbassare i tassi non rappresenta necessariamente una soluzione efficace.
«Non si possono abbassare i tassi in modo innaturale (è quanto chiede il presidente Trmp, ndr) senza conseguenze negative... Non si diventa più ricchi abbassando i tassi o stampando denaro», ha detto Dalio. Uno degli effetti dei rendimenti più elevati dei Treasury è che il nuovo debito emesso dal governo statunitense comporta oneri annuali più alti rispetto alle obbligazioni emesse in periodi di rendimenti bassi.
Dalio ha inoltre dichiarato che ci stiamo avvicinando a un periodo di «rischio superiore alla norma» e che gli investitori dovrebbero mantenere portafogli diversificati, riducendo in generale l’esposizione agli asset obbligazionari. E qui, l’oro dovrebbe rappresentare dal 10% al 15% del portafoglio, rispetto al 5% indicato in media in un periodo non particolarmente volatile. «Penso che sarà un buon asset, ma è anche un elemento di diversificazione» ha aggiunto, riferendosi al metallo giallo.
L’indice Ism dei servizi Usa è sceso in area di contrazione a 49,9 a maggio 2025, rispetto a 51,6 di aprile, ben al di sotto delle aspettative di mercato fissate a 52. Il dato segnala una modesta contrazione nel settore dei servizi statunitense, la prima dal giugno dell’anno precedente, in un contesto di crescente incertezza legata ai dazi.
La produzione si è fermata (50 contro 53,7), mentre nuovi ordini (46,4 contro 52,3) e scorte (49,7 contro 53,4) sono diminuiti e gli arretrati si sono ridotti più rapidamente (43,4 contro 48). Anche le pressioni sui prezzi si sono intensificate, raggiungendo il livello più alto dal novembre 2022 (68,7 contro 65,1), influenzate dai dazi. (riproduzione riservata)