L’Asia viaggia positiva, mercoledì 25 giugno, mentre i mercati cercano di valutare le dichiarazioni della Federal Reserve e la tregua tra Israele e Iran. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei sale dello 0,3%, Hong Kong dello 0,8%, Shanghai dello 0,45%. Il petrolio Wti americano rialza la testa (+1% a 65,35 dollari il barile), ma negli ultimi 5 giorni ha ceduto quasi il 13%. I futures sul Nasdaq si muovono intanto sopra la parità.
Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha detto martedì che l’istituto è determinato a mantenere l’inflazione sotto controllo e probabilmente manterrà i tassi invariati finché non ci sarà maggiore chiarezza sull’impatto delle tariffe sui prezzi. Secondo Powell, il board della Federal Reserve vuole «attendere e raccogliere ulteriori informazioni sull’evoluzione dell’economia prima di prendere in considerazione eventuali modifiche alla posizione».
Le azioni delle aziende di videogiochi NetEase e Tencent sono salite mercoledì dopo che l’autorità cinese per la regolamentazione dei media ha approvato 158 nuove licenze di pubblicazione a giugno, il numero più alto del 2025.
In un comunicato diffuso martedì sera, la National Press and Publication Administration ha annunciato il rilascio di oltre cento nuove licenze a grandi gruppi come Tencent, Baidu, NetEase e ByteDance, includendo anche una dozzina di titoli importati.
Le azioni di NetEase quotate a Hong Kong sono salite fino all’1,6%, estendendo i guadagni dell’1% già registrati dal titolo a Wall Street. I movimenti su Tencent sono stati più contenuti, con un aumento massimo dello 0,6%, ma i titoli Otc (over-the-counter) del gruppo negli Stati Uniti sono saliti dell’1,97% durante la notte.
Il comparto gaming in Cina aveva sofferto molto dopo il blocco di 18 mesi imposto da Pechino sulle nuove licenze, sospensione terminata a inizio 2022. Da allora, il numero di via libera rilasciati è tornato a crescere costantemente. Nel 2024 sono state approvate 1.416 nuove licenze, un livello vicino a quello del 2020, e si prevede che nel 2025 si possa raggiungere o superare il numero del 2019.
La Cina sta sviluppando nuove modalità per incentivare l’uso dello yuan da parte di investitori esteri, in un momento in cui la fiducia internazionale nel dollaro mostra segni di indebolimento.
Secondo diversi analisti, queste mosse rappresentano un tentativo esplicito di sfidare l’egemonia del dollaro, che rimane comunque la principale valuta a livello globale. Il contesto attuale pare favorevole: l’indice del dollaro è sceso di oltre il 9% da inizio anno, mentre lo yuan offshore si è rafforzato di oltre il 2% rispetto al dollaro.
«Pechino sembra accelerare gli sforzi di de-dollarizzazione, anche se i progressi restano irregolari», il commento di Dan Wang, direttore del team Cina dell’Eurasia Group. Anche gli investitori esteri, alla ricerca di una maggiore diversificazione e volendo coprirsi da rischi legati agli asset statunitensi, stanno contribuendo a rafforzare lo yuan, ha spiegato Ning Sun, strategist di State Street Global per i mercati emergenti.
Un peggioramento del mercato del lavoro potrebbe fornire alla Federal Reserve le condizioni necessarie per un taglio dei tassi di interesse entro l’autunno, secondo Oliver Allen, senior economist per gli Stati Uniti presso Pantheon Macroeconomics.
«La prudenza del Fomc nel non voler anticipare una linea d’azione precisa è comprensibile, date le grandi incertezze che ancora ruotano attorno alle tariffe e ai loro effetti sull’economia», ha scritto Allen martedì. «Tuttavia, riteniamo che entro settembre le prove di un deterioramento marcato del mercato del lavoro saranno abbastanza forti da convincere la Fed a riprendere una politica più accomodante, nonostante le preoccupazioni persistenti sull’inflazione». (riproduzione riservata)