La Cina si muove positiva, mercoledì 17 settembre, in attesa che la Fed tagli i tassi in serata (fatto di cui beneficia Hong Kong, la cui valuta è legata al dollaro) e del vertice Xi-Trump atteso venerdì. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei cede lo 0,2%, l’Hang Seng sale dell’1,5% e Shanghai dello 0,35%. Oro in leggera flessione dai massimi a 3.720 dollari per oncia, petrolio Wti in calo a 64,41 dollari il barile, mentre l’euro scambia a 1,1859 dopo il rally del giorno precedente e i futures sul Nasdaq si muovono in debolezza.
Le importazioni del Giappone sono diminuite del 5,2% su base annua in agosto 2025, toccando il livello più basso degli ultimi sei mesi. Il calo è stato più marcato rispetto al -4,2% atteso, ma meno accentuato rispetto al -7,4% registrato a luglio. Il dato mette in evidenza la persistente debolezza della domanda interna nonostante le misure governative per stimolare i consumi. Le esportazioni, invece, hanno registrato una lieve flessione dello 0,1%, segnando il quarto mese consecutivo di calo, seppur al ritmo più contenuto della serie, grazie all’attenuarsi dell’impatto dei dazi statunitensi.
Il colosso tecnologico cinese Baidu ha visto le azioni a Hong Kong balzare de 20% mercoledì, sostenute dal rafforzamento delle iniziative nel campo dell’intelligenza artificiale e da nuove partnership. Il titolo della società di Pechino, colosso dei motori di ricerca in Cina, aveva già guadagnato l’8% nella seduta precedente a Wall Street.
La performance segue l’annuncio di un accordo con China Merchants Group, grande conglomerato statale attivo nei settori dei trasporti, della finanza e dello sviluppo immobiliare. Secondo Baidu, la collaborazione sarà incentrata su applicazioni di large language models, agenti AI e «dipendenti digitali», con l’obiettivo di sviluppare soluzioni di intelligenza industriale scalabili e sostenibili basate su scenari di business concreti.
Parallelamente, Baidu ha lanciato un’emissione obbligazionaria offshore da 4,4 miliardi di yuan (56,2 milioni di dollari), che segue un collocamento da 2 miliardi di dollari realizzato a marzo. Anche altri player cinesi dell’AI, come Tencent, hanno raccolto fondi attraverso emissioni di debito per finanziare i consistenti investimenti nel settore.
Alla conferenza per sviluppatori della scorsa settimana, Baidu ha presentato diverse innovazioni, tra cui il nuovo modello di ragionamento Ernie X 1.1, che secondo il gruppo supera nei test di benchmark l’ultimo modello della startup cinese DeepSeek. Inoltre, per addestrare i propri modelli, Baidu ha iniziato a utilizzare chip progettati internamente, riducendo così la dipendenza dai semiconduttori Nvidia, soggetti a crescenti restrizioni all’export da parte di Washington.
«Le recenti mosse di allocazione del capitale mostrano che Baidu sta facendo una svolta decisiva verso l’AI», il commento di Saurav Sen, analista di Gimme Credit. Nonostante i forti rialzi in borsa — il titolo ha guadagnato il 67% da inizio anno — Baidu ha riportato nel secondo trimestre un calo dei ricavi, penalizzata dalla debolezza del business pubblicitario e dai ritorni ancora limitati degli investimenti in AI. (riproduzione riservata)