L’Asia chiude volatile, giovedì 27 febbraio. Il Nikkei sale dello 0,3%, come Shanghai, invece Hong Kong cede lo 0,3% in vista dell’appuntamento definito «Due sessioni» la prossima settimana, in cui il governo cinese delineerà i piani politici ed economici per il 2025. L'attenzione principale sarà sulle misure di stimolo fiscale anticipate a gennaio e pensate per ravvivare la crescita economica in un Paese in cui la domanda interna resta anemica e su cui pesano già dazi Usa per il 10%. Intanto, secondo indiscrezioni di stampa, il governo sta progettando di iniettare fra 400 miliardi e 1 trilione di yuan nelle maggiori banche cinesi.
La Cina ha in programma di iniettare almeno 400 miliardi di yuan (52,6 miliardi di euro) nelle maggiori banche del Paese nei prossimi mesi, parte di un pacchetto di stimolo più ampio mirato a rilanciare un’economia interna a crescita rallentata a causa di consumi meno brillanti del previsto e di una crisi immobiliare ancora in atto.
Il primo gruppo di istituti che saranno ricapitalizzati sono Agricultural Bank of China, Bank of Communications e Postal Savings Bank, secondo quanto riporta Bloomberg dall’Asia. Il progetto dovrebbe giungere a termine entro giugno. Per ora le allocazioni per ciascuna banca restano in fase di definizione.
Un'iniziativa simile si è verificata l'ultima volta vent’anni fa quando il Ministero delle Finanze ha emesso obbligazioni governative speciali, utilizzando i proventi per raddoppiare il capitale delle quattro maggiori banche statali cinesi. Questo nuovo round di finanziamenti, che potrebbe arrivare a 1 trilione di yuan, dovrebbe aiutare i gruppi finanziari, esposti al settore immobiliare in crisi, a gestire meglio i rischi. Le principali banche cinesi sono fondamentali per sostenere sia i giganti del real estate in crisi, sia le famiglie che si trovano a dover pagare i mutui senza avere a disposizione la casa acquistata su carta ma non ancora costruita a causa delle difficoltà finanziarie delle imprese. (riproduzione riservata)