Dopo un agosto di restrizioni sui maggiori settori, a settembre la Cina prova a usare toni concilianti e di apertura nei confronti degli investitori. E infatti l'Asia apre bene la settimana. Il vicepremier cinese Liu He ha detto che le attività a sostegno del settore privato non cambieranno, mentre la PBoC ha affermato che continuerà una politica macroeconomica prudente, aprendo ulteriormente i mercati finanziari cinesi agli investitori stranieri.
Le azioni in Giappone stanno guidando il Far East, scambiando a un massimo degli ultimi quasi 4 mesi e mezzo, sull'ottimismo che il nuovo primo ministro avvierà un enorme stimolo per sostenere la ripresa del Paese. Alle ore 7:15 italiane il Nikkei sale dell'1,84%, Hong Kong dello 0,8% e Shanghai dell'1,02%, mentre oggi gli Usa festeggiano il Labor Day. Intanto l'oro cede lo 0,25% a 1.829 dollari l'oncia, con il petrolio che perde l'1,20% a 68,45 dollari il barile. In leggero rialzo il dollaro sulle maggiori valute, con l'euro che passa di mano a 1,870, lo yen a 109,79, la sterlina a 1,3844.
I prezzi del petrolio sono scesi di oltre l'1% oggi, estendendo le perdite di venerdì, trascinati verso il basso dalle crescenti preoccupazioni sul ritmo della ripresa economica degli Stati Uniti. L'economia ha aggiunto 235mila posti di lavoro lo scorso agosto, il punto più basso degli ultimi 7 mesi, ben al di sotto delle previsioni di 750mila unità a causa di un'impennata di infezioni da Covid. Nel frattempo, Saudi Aramco ha comunicato ieri ai clienti che taglierà i prezzi di vendita ufficiali di ottobre per tutti i tipi di greggio venduti in Asia, la sua più grande regione di acquisto, di almeno 1 dollaro al barile, secondo Reuters. Nel frattempo gli investitori continuano a soppesare i danni causati dall'uragano Ida nella produzione statunitense del Golfo del Messico e la decisione dell'Opec+ di attenersi al piano di aggiungere 400mila barili al giorno al mercato ogni mese fino alla fine di dicembre.
L'indice Shanghai Composite è salito fin dalle prime operazioni grazie ad una dichiarazione del vice governatore della PBoC, secondo cui la Cina continuerà a migliorare i controlli di politica monetaria, spiegando che le restrizioni sulla proprietà straniera in banche, titoli, gestione di fondi e assicurazioni è stata completamente rimossa. Le speculazioni di mercato secondo cui Pechino potrebbe accelerare la spesa fiscale e la crescita del credito continuano a sostenere il sentiment degli investitori, tra nuovi segnali di rallentamento della ripresa economica cinese.
Il vicepremier cinese Liu He ha detto oggi, secondo quanto riportano i media statali, che le politiche a sostegno del settore privato non cambieranno, tra le crescenti preoccupazioni che un giro di vite su una vasta gamma di settori stia danneggiando le imprese. Liu ha affermato che "le linee guida e le politiche per sostenere l'economia privata non sono cambiate... e non cambieranno in futuro", secondo un report dell'agenzia di stampa Xinhua. Il vicepremier ha parlato in video durante un forum sull'economia digitale tenutosi nella provincia settentrionale della Cina, lo Hebei.
Il Paese ha avviato di recente un giro di vite su una serie di settori. L'economia privata contribuisce per oltre il 50% delle entrate fiscali, oltre il 60% del Pil cinese e l'80% dell'occupazione urbana, ha spiegato lo stesso Liu. Il presidente Xi Jinping ha chiesto alla Cina di raggiungere la "prosperità comune", cercando di ridurre un enorme divario di ricchezza all'interno del Paese che minaccia la legittimità di governo del Partito Comunista. (riproduzione riservata)