Asia a doppia velocità, mercoledì 21 maggio: da un lato il Nikkei cede lo 0,3% alle ore 7:40 italiane, dall’altro sale la Cina, l’Hang Seng guadagna lo 0,9% e Shanghai lo 0,4%. In rialzo il rendimento del T bond dal 4,49% al 4,52% (quindi il prezzo scende, visto che si muove in senso inverso), mentre i futures sul Nasdaq viaggiano in calo dello 0,4%. L’oro, nel frattempo, rialza la testa: +0,6% a 3.304 dollari l’oncia.
Il ceo di Nvidia, Jensen Huang, ha esortato gli Stati Uniti ad allentare le restrizioni sull’export di tecnologie legate all’intelligenza artificiale verso la Cina, avvertendo che in caso contrario si rischia di cedere terreno a concorrenti emergenti come Huawei. Durante il Computex di Taipei, Huang ha dichiarato alla stampa che il solo mercato cinese rappresenterà un'opportunità da 50 miliardi di dollari entro il 2026. Se i fornitori tecnologici americani, come Nvidia, saranno esclusi, i clienti locali spenderanno quei fondi altrove, ha aggiunto.
Una riduzione delle restrizioni andrebbe direttamente a vantaggio di Nvidia, attualmente al centro della corsa globale all’infrastruttura per l’AI. La posizione di Huang si allinea a quella di David Sacks, consulente per l’AI della Casa Bianca, favorevole alla diffusione globale di strumenti AI basati su un «tech stack» americano – un’infrastruttura completa di hardware e servizi sviluppati negli Usa.
L’amministrazione Trump ha annunciato l’intenzione di ritirare alcune restrizioni sulle spedizioni di chip Nvidia a diversi paesi, pur lavorando a un nuovo quadro normativo. Nel frattempo, gli Stati Uniti restano contrari all’utilizzo negli Usa di chip prodotti da Huawei, provocando la reazione di Pechino.
«Gli Stati Uniti dovrebbero accelerare al masismo la velocità di diffusione dell’AI. Perché se non lo facciamo noi, lo farà qualcun altro», ha precisato Huang. «La Cina ospita il 50% degli sviluppatori AI globali: è fondamentale che sviluppino sulla nostra architettura, su Nvidia, o almeno su tecnologia americana».
Huang ha inoltre criticato l’assunto secondo cui solo gli Usa siano in grado di fornire infrastruttura AI, definendolo errato. A margine dell’evento, il top manager ha detto di aver incontrato più volte il ceo di SoftBank, Masayoshi Son, per discutere del progetto Stargate da 500 miliardi di dollari, un’iniziativa per la costruzione di data center che coinvolge anche OpenAI e che dovrebbe fare largo uso di hardware Nvidia. Tuttavia, il progetto sta incontrando ostacoli nel reperimento dei fondi.
Nvidia continua a subire l’impatto delle restrizioni sulle esportazioni dei chip più avanzati verso la Cina, il primo mercato mondiale sui semiconduttori.
Le esportazioni giapponesi sono cresciute del 2,0% su base annua ad aprile 2025, in linea con le attese, segnando il settimo mese consecutivo di espansione, ma ad un ritmo più lento a causa dei dazi statunitensi. Le spedizioni verso gli Stati Uniti sono diminuite dell’1,8%, il primo calo da quattro mesi.
Nel frattempo, le importazioni sono scese del 2,2%, una flessione più contenuta rispetto al -4,5% previsto dagli analisti, grazie alle misure di sostegno di Tokyo volte a proteggere la domanda interna dalle crescenti barriere commerciali. (riproduzione riservata)