Il rimbalzo di Nvidia che ha fatto correre il Nasdaq (+6%), dopo tre giorni di vendite sul colosso dell’AI, sostiene le borse in Asia, anche se il tema dell’inflazione rialza la testa in Australia e tiene desto il nervosismo sui mercati. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei sale dell’1,35%, Hong Kong dello 0,25%, Shanghai è sotto la parità. Lo yen viaggia a 159,81, ai minimi da 34 anni, mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento salire dal 4,25% al 4,267%, con i futures sul Nasdaq positivi per lo 0,15%.
Il tema dei tassi resta nel frattempo centrale. In Europa, le aspettative degli investitori che la Banca Centrale Europea tagli il costo del denaro altre due volte quest’anno – e lo porti al 2,25% nel 2025 – sono corrette, spiega Olli Rehn, membro del Consiglio direttivo della Bce, a Bloomberg. In Australia, però, la situazione è diversa. Con l'inflazione che a maggio ha accelerato più velocemente del previsto per il terzo mese consecutivo, il dollaro locale si è rinforzato mentre i mercati si aspettano ora sempre più che la Reserve Bank riprenderà ad aumentare i tassi alla prossima riunione.
Infatti l'indice dei prezzi al consumo in Australia è salito del 4,0% su base annua a maggio 2024, più ripidamente del 3,6% di aprile e oltre le attese del 3,8%. Si è trattato del livello più alto da novembre 2023, con un’accelerazione dei prezzi dell’elettricità e del carburante per autoveicoli, in parallelo ai costi dei servizi di leasure.
Sul tema inflazione, nelle scorse ore, Michelle Bowman (membro della Fed) ha spiegato di vedere una serie di rischi al rialzo sulle attese di movimento dei prezzi, mentre Lisa Cook ha aggiunto che sarà opportuno ridurre i tassi «ad un certo punto» dal momento che l’inflazione dovrebbe migliorare gradualmente quest’anno. Nel frattempo, il mercato delle opzioni sui tassi Usa, scrive Bloomberg, sta scommettendo su un (enorme) taglio di 3 punti percentuali da parte della Fed nei prossimi nove mesi. (riproduzione riservata)