L’Asia viaggia positiva, mercoledì 7 maggio, in attesa del meeting in Svizzera fra le delegazioni Usa e cinese per trattare sul tema dei dazi. Ma anche grazie al forte stimolo economico della PBoC. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei sale dello 0,2%, Hong Kong dello 0,9%, Shanghai dello 0,6%, mentre l’oro cede lo 0,85% a 3.393 dollari per oncia e il petrolio Wti americano inverte la rotta e guadagna l’1% a 59,57 dollari il barile. Intanto i futures sul Nasdaq sono positivi per lo 0,55%.
Per cercare di stimolare un’economia interna fragile e gli effetti della guerra dei dazi, la People’s Bank of China ha annunciato mercoledì un taglio del coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) di 50 punti base per iniettare 1.000 miliardi di yuan (138,6 miliardi di dollari) di liquidità nel sistema bancario. La banca centrale cinese ha poi tagliato il tasso repo (pronti contro termine) a 7 giorni di 10 punti base al 1,40%, in vigore dall’8 maggio. Si tratta del primo taglio dei tassi di riferimento dal settembre 2024.
A questo si aggiunga che la banca centrale introdurrà 500 miliardi di yuan in rifinanziamenti per consumi e assistenza agli anziani e 300 miliardi aggiuntivi per il fondo di rifinanziamento tecnologico e mira a far crescere il programma a sostegno di agricoltura e piccole e medie imprese.
Il Dipartimento del Tesoro Usa ha confermato che il Segretario del Tesoro Scott Bessent e il rappresentante commerciale Jamieson Greer incontreranno la controparte cinese in Svizzera questa settimana. La Cina ha ufficializzato la partecipazione del vicepremier He Lifeng, figura di riferimento nei rapporti economici bilaterali.
Mentre l’amministrazione Usa è alla prese con i negoziati bilaterali sul commercio di molti Paesi, Regno Unito e India hanno siglato un accordo commerciale che prevede la rimozione totale dei dazi sulla maggior parte dei beni entro dieci anni. Sono previsti tagli tariffari degli indiani su whisky e auto britanniche. Il Regno Unito, dal canto suo, eliminerà i dazi su oltre il 99% delle importazioni indiane una volta attivo l’accordo.
AMD ha battuto le stime sugli utili del primo trimestre e fornito una guidance positiva, ma ha segnalato costi per 800 milioni di dollari legati alle restrizioni Usa sull’export di chip per l’AI.
Nvidia, secondo il ceo Jensen Huang, ha stimato il mercato AI cinese crescere a 50 miliardi di dollari fra 2-3 anni, con l’effetto che restare esclusi porterà ad una «perdita enorme».
Mercoledì mattina, l’India ha attaccato il Pakistan e infrastrutture ritenute terroristiche nella regione del Jammu e del Kashmir sul lato pachistano, in risposta a un attentato avvenuto ad aprile che aveva causato 26 vittime civili.
Secondo lo strategist di JPMorgan Mislav Matejka, il tema dell’eccezionalismo Usa potrebbe essere superato. In caso di rallentamento globale, gli Usa non rappresenteranno più un porto sicuro come nei cicli economici precedenti.
Dopo il calo delle importazioni, i dazi introdotti sotto l’amministrazione Trump stanno ora colpendo anche le esportazioni statunitensi, soprattutto in settori agricoli (soia, mais, carne bovina). I dati elaborati da Vizion indicano: -51% di export dal porto di Portland, in Oregon; -28% da Tacoma, a Washington, un hub per esportazioni agricole. Il rallentamento, partito da gennaio, ora si estende alla maggior parte dei porti statunitensi. (riproduzione riservata)