La banca centrale cinese sta preparando un allentamento delle restrizioni sulle importazioni di oro, un passo verso la liberalizzazione del più grande mercato mondiale del metallo prezioso.
La People’s Bank of China ha pubblicato una bozza di regolamento per velocizzare le importazioni ampliando l’utilizzo dei «permessi multiuso»: la loro validità verrà estesa da sei a nove mesi e sarà eliminato il limite al numero di utilizzi consentiti. Inoltre, più porti cinesi saranno autorizzati a sdoganare oro.
L’apprezzamento dello yuan rispetto al dollaro rende questo un momento favorevole per acquistare oro. La forte domanda cinese è uno dei principali motori del rally del metallo giallo (+40% da inizio anno, ora a 3.720 dollari l’oncia, dopo aver toccato più volte il record nel corso del 2025) ma gli acquirenti in Cina spesso sono costretti a pagare un premio rispetto ai prezzi internazionali a causa dei controlli sulle importazioni. «Si tratta di un piccolo ma significativo passo che la Cina sta compiendo per allinearsi alle pratiche internazionali», ha commentato Samson Li, analista a Hong Kong del Commodity Discovery Fund.
La banca centrale utilizza le quote per mantenere il controllo sulle importazioni di oro, strumento importante nella gestione valutaria. Le nuove regole puntano quindi ad aumentare la flessibilità, senza però aprire del tutto il mercato. Le proposte si applicano anche alle esportazioni, anche se in pratica le autorizzazioni restano più ristrette a causa dei controlli sui capitali e della volontà della PBoC di accumulare riserve.
Secondo Doris Bao, fondatrice di Gold Harvest Consulting, i raffinatori di oro accreditati presso la London Bullion Market Association potrebbero beneficiare delle nuove regole, dato che importano, lavorano e poi riesportano il metallo. La misura potrebbe inoltre sostenere il settore della gioielleria cinese, in difficoltà, aiutandolo a soddisfare meglio gli ordini dall’estero.
Il tempismo della mossa è legato anche al mercato valutario, spiega Philip Klapwijk, direttore di Precious Metals Insights a Bloomberg. Lo yuan si è rafforzato contro il dollaro dall’aprile scorso, mettendo in difficoltà il governo nel tentativo di promuovere le esportazioni e contrastare le pressioni deflazionistiche. Per i consumatori cinesi, una valuta domestica più forte rende l’oro, quotato in dollari, più economico. Allentare le regole sulle importazioni potrebbe stimolare la domanda di dollari e rallentare così l’ascesa dello yuan, aggiunge l’esperto.
Tra le altre misure adottate quest’anno per sviluppare il mercato vi è la possibilità per le compagnie assicurative cinesi di acquistare oro, creando una nuova fonte di domanda potenziale. Inoltre, la Shanghai Gold Exchange – controllata dalla PBoC – ha esteso per la prima volta le operazioni fuori dalla Cina continentale, aprendo un nuovo caveau.
«Le restrizioni sui permessi sono uno degli ostacoli che impediscono alla Cina di diventare un vero centro internazionale per il commercio dell’oro, con una liquidità paragonabile a quella di Londra», sottolinea Nieuwenhuijs, analista di Money Metals Exchange. (riproduzione riservata)