Il mercato azionario di Hong Kong registra un brusco calo, mercoledì 18 giugno alle ore 7:30 italiane, pari all’1,25%, estendendo così le perdite per il secondo giorno consecutivo. Nel frattempo Shanghai viaggia sotto la parità e il Nikkei sale dello 0,8% circa. Le crescenti tensioni tra Israele e Iran continuano a pesare sul sentiment degli investitori, mentre si moltiplicano le voci secondo cui il presidente statunitense Donald Trump starebbe valutando un attacco militare contro Teheran. L’euro sale a 1,1506 sul dollaro, mentre i mercati vendono il T bond Usa decennale il cui rendimento passa dal 4,39% al 4,43%, con i futures sul Nasdaq in rialzo dello 0,15%.
La cautela domina i mercati anche in attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse prevista per oggi: ci si aspetta che la banca centrale mantenga invariato il costo del denaro per la quarta riunione consecutiva, ma le tensioni geopolitiche e l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbero raffreddare le speranze di un allentamento nel breve termine.
In Cina, il tasso di disoccupazione di Hong Kong ha raggiunto il massimo degli ultimi due anni, attestandosi al 3,5% nei tre mesi conclusi a maggio, complice un cambiamento nei modelli di consumo. Il produttore di veicoli elettrici Li Auto perde il 3,9% mercoledì dopo che un importante azionista ha ridotto la propria partecipazione nel capitale.
Le esportazioni giapponesi sono diminuite dell’1,7% su base annua a maggio 2025, toccando il minimo degli ultimi quattro mesi e invertendo il +2,0% registrato ad aprile. Si tratta del primo calo da settembre scorso, influenzato dall’impatto delle ampie tariffe imposte dagli Stati Uniti. Nello stesso mese, le importazioni sono crollate del 7,7%, ai minimi da tre mesi, segnando la contrazione più marcata da gennaio 2024 e superando le stime di un calo del 6,7%.
Gli ordini core di macchinari in Giappone — che escludono voci come navi e centrali elettriche — sono diminuiti del 9,1% su base mensile ad aprile 2025, attestandosi a 919 miliardi di yen, dopo il balzo del 13% registrato a marzo. È il dato più debole dal mese di aprile 2020, in piena pandemia da Covid-19.
Il settore dei servizi ha guidato la flessione, con un crollo dell’11,8% degli ordini a 470,8 miliardi di yen. Anche il comparto manifatturiero ha registrato un calo, con una flessione dello 0,6% a 456,6 miliardi. I cali più marcati si sono registrati nei settori: altri mezzi di trasporto (-38,3%), leasing di beni (-31,2%), altri servizi non manifatturieri (-29,5%), finanza e assicurazioni (-23,9%) e automobili, ricambi e accessori (-20,3%).
Su base annua, gli ordini del settore privato sono cresciuti del 6,6% ad aprile, in rallentamento rispetto all’8,4% di marzo ma superiori alle aspettative di mercato fissate al 4%. Gli ordini core di macchinari sono considerati un indicatore anticipatore — seppur volatile — della spesa per investimenti nei successivi sei-nove mesi. (riproduzione riservata)