Le azioni del chipmaker cinese Wingtech, quotate a Shanghai, sono crollate del 10% all’apertura di martedì 14 ottobre, toccando per il secondo giorno consecutivo il limite giornaliero di ribasso, dopo che il governo dei Paesi Bassi ha espropriato la controllata olandese Nexperia.
Il ministro olandese dell’Economia ha dichiarato il 12 ottobre che la decisione, presa a settembre in base al Goods Availability Act, mira a «evitare una situazione in cui i beni prodotti da Nexperia (prodotti finiti e semilavorati) possano diventare indisponibili in caso di emergenza».
Nexperia è specializzata nella produzione su larga scala di semiconduttori utilizzati in automobili, elettronica di consumo e prodotti industriali, risultando essenziale per il mantenimento delle catene di fornitura tecnologiche europee.
Le azioni della compagnia di navigazione Hanwha Ocean sono scese fino all’8% dopo che la Cina ha imposto sanzioni a cinque società statunitensi affiliate a Hanwha Marine Corporation, come annunciato martedì dal ministero del Commercio.
La mossa rappresenta una ritorsione diretta all’indagine degli Stati Uniti sull’industria marittima, logistica e cantieristica navale cinese, che – secondo Pechino – «viola gravemente il diritto internazionale e le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali, danneggiando gravemente i legittimi diritti e interessi delle imprese cinesi». L’ordine, che entrerà in vigore il 14 ottobre, vieta a organizzazioni e individui in Cina di intrattenere rapporti commerciali con le società sanzionate, ha precisato il ministero.
Un martedì 14 ottobre difficile in Asia, con i listini in netto rosso (ad eccezione della Corea del Sud), a partire dal Nikkei, che cede il 2,8% alle ore 7:40 italiane, mentre l’Hang Seng perde l’1,12% e Shanghai lo 0,4%. Nuovo record dell’oro a 4.189 dollari l’oncia. Lo yen balza dello 0,25% a quota 151,9, mentre i futures sul Nasdaq viaggiano in calo dello 0,5%. Sullo sfondo, le tensioni Usa-Cina sul fronte tecnologico e delle terre rare e la minaccia del presidente Donald Trump di imporre dazi del 100% a Pechino dal primo novembre.
L’indice Nikkei 225 perde quasi il 3%, martedì, si tratta della seconda seduta consecutiva di ribassi per la borsa giapponese, penalizzata dall’incertezza politica che ha smontato il cosiddetto «Takaichi trade». Venerdì, il partito Komeito ha annunciato l’uscita dalla coalizione di governo guidata dal Partito Liberal Democratico, segno del crescente scetticismo sulle politiche di Sanae Takaichi e di un percorso più complicato verso la sua nomina a premier.
Il cosiddetto «Takaichi trade» era stato alimentato dalle aspettative di un’espansione fiscale e di un rinvio dei rialzi dei tassi, fattori che avevano indebolito lo yen, sostenuto le azioni e contribuito a un irripidimento della curva dei rendimenti. Tra i principali titoli in calo figurano SoftBank Group (-1,6%), IHI Corp (-0,5%), Mitsubishi UFJ (-0,9%), Kawasaki Heavy Industries (-1%) e Sumitomo Mitsui (-1,3%).
In Corea del Sud, l’indice di riferimento Kospi è salito dell’1,01%, toccando il massimo storico di 3.646,67 punti. I settori delle costruzioni e delle miniere hanno guidato i rialzi, con Korea Zinc in aumento del 17,95% e Tongyang Inc in crescita del 17,49%.
Le azioni di LG Energy Solution sono balzate di oltre il 7%, in rialzo per la seconda seduta consecutiva, dopo che il produttore di batterie ha stimato un incremento del 34% dell’utile operativo del terzo trimestre, sostenuto dalla forte domanda statunitense di veicoli elettrici in vista della fine, il 30 settembre, degli incentivi governativi.
Samsung Electronics è salita del 2,47% dopo aver previsto un aumento del 32% dell’utile trimestrale rispetto all’anno precedente, a circa 12,1 trilioni di won coreani (8,48 miliardi di dollari), superando le stime SmartEstimates di Lseg, pari a 10,1 trilioni di won. (riproduzione riservata)