La Cina viaggia in deciso rosso, martedì 23 settembre (il Giappone è chiuso per festività). Alle ore 7:40 italiane, l’Hang Seng e Shanghai perdono attorno all’1,1%, mentre i futures sul Nasdaq viaggiano in debolezza. Gli investitori prendono profitto sui titoli tecnologici e dell’energia rinnovabile dopo che l’indice di Shanghai ha toccato i massimi degli ultimi dieci anni all’inizio di settembre.
Gli operatori seguono inoltre con attenzione gli sviluppi commerciali dopo la telefonata della scorsa settimana tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, in attesa che i due politici si incontrino di persona in Corea del Sud tra sei settimane.
Sul fronte politico, la Banca Popolare Cinese lunedì ha mantenuto invariati i tassi di riferimento per il quarto mese consecutivo, segnalando la riluttanza delle autorità a varare stimoli di ampia portata nonostante i segnali di debolezza economica.
Una nave cargo cinese ha fatto scalo nel porto di Sebastopoli, nella Crimea occupata dalla Russia, un fatto mai accaduto, secondo quanto riporta l’FT. L’utilizzo di Sebastopoli è vietato dalle sanzioni occidentali dal 2014, anno in cui la Russia ha annesso la Crimea. I Paesi alleati di Kiev hanno cercato di impedire a Mosca di sfruttare le regioni occupate e a Paesi terzi di trattare quei territori come parte della Russia.
Finora le navi commerciali cinesi avevano evitato i porti sotto il controllo russo. La Heng Yang 9 — battente bandiera panamense e di proprietà di Guangxi Changhai Shipping Company, con sede nel Guangxi — è stata avvistata in Crimea almeno tre volte negli ultimi mesi, secondo funzionari ucraini.
Le visite della nave da 140 metri seguono l’apertura in aprile di una nuova linea ferroviaria verso la Crimea che, secondo Mosca, consente di caricare container provenienti dalla Russia direttamente sulle navi. Ad agosto, inoltre, le autorità russe hanno incluso anche Berdyansk e Mariupol, altri due porti ucraini occupati, tra quelli aperti ai visitatori stranieri.
Secondo funzionari ucraini, la Russia sta trasportando merci tramite quella linea ferroviaria dalle regioni occupate di Donetsk e Kherson — specializzate in industria pesante e agricoltura — ai porti conquistati, per poter esportare i beni. La Heng Yang 9 ha effettuato almeno due scali a Sebastopoli quest’estate, secondo l’ufficio del presidente Volodymyr Zelenskyj. La nave è rimasta in porto dal 19 al 22 giugno. Sempre secondo funzionari ucraini, l’imbarcazione ha chiesto l’accesso anche il 15 agosto per caricare 101 container.
Dopo quei precedenti presunti scali in Crimea, la nave ha toccato i porti in Turchia prima di dirigersi verso Alessandria d’Egitto. «L’Ucraina ha chiarito che azioni di questo tipo sono inaccettabili e si aspetta che tutti i partner e le aziende internazionali evitino rigorosamente i contatti con i territori occupati», ha detto all’FT, Vladyslav Vlasiuk, commissario del presidente ucraino per la politica delle sanzioni.
Vlasiuk ha aggiunto che l’ambasciata ucraina in Cina ha sollevato la questione dell’ingresso della Heng Yang 9 a giugno presso il ministero degli Esteri cinese. «Abbiamo espresso la nostra forte disapprovazione per l’incidente e continueremo a monitorare e a sollevare diplomaticamente casi simili», ha detto, aggiungendo che le navi che fanno scalo nei porti occupati «rischiano di essere inserite nelle liste di sanzioni». Il ministero degli Esteri cinese ha risposto che cittadini e imprese cinesi sono invitati a evitare contatti con i territori ucraini occupati. Pechino ha assicurato a Kiev che ciascun caso sarà esaminato e che verranno adottate le misure appropriate.
Una fotografia aerea di una nave, scattata a Sebastopoli il 14 settembre, corrisponde a un’immagine della Heng Yang 9 scattata tre giorni dopo mentre transitava da Istanbul. In seguito, durante le due settimane di navigazione nel Mar Nero a settembre, la nave sembra aver falsificato la rotta utilizzando il transponder per trasmettere posizioni false e mascherare i movimenti, riporta il quotidiano inglese. L’imbarcazione sarebbe arrivata fino a Novorossijsk, porto russo sul lato orientale del Mar Nero, dove è stata individuata in un’immagine satellitare il 6 settembre. (riproduzione riservata)