Dopo il selloff sul Nasdaq (-2,55%) di venerdì, l’Asia viaggia in deciso calo, lunedì 9 settembre, complici i dati macro cinesi poco incoraggianti. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei 225 recupera (-0,7%) le perdite iniziali (-3%), affossato dai deboli dati occupazionali negli Stati Uniti che hanno sollevato fra gli investitori timori di una recessione negli Usa. Intanto l'economia giapponese è cresciuta del 2,9% nel secondo trimestre, dato inferiore alla prima lettura di un +3,1% e alla previsione del consenso del +3,2%. Tuttavia, una solida crescita, salari in aumento e persistenti pressioni inflazionistiche hanno continuato a sostenere le scommesse sul fatto che la Banca del Giappone aumenterà ulteriormente i tassi di interesse.
La Cina, dal canto suo perde l’1,85% a Hong Kong nonostante l’arrivo di una mega ipo, Shanghai cede l’1%. Sale il petrolio Wti americano (+1,33%) a 68,57 dollari il barile dopo una settimana di debolezza, lo yen perde lo 0,4% a 142,92, mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento salire dal 3,71% al 3,74%. I futures sul Nasdaq sono positivi per lo 0,56%.
Il tasso di inflazione annuale della Cina è salito allo 0,6% ad agosto 2024 dallo 0,5% di luglio, sotto le previsioni dello 0,7%. Tuttavia, si è trattato del dato più alto da febbraio, dovuto a un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari in seguito a condizioni meteorologiche anomale.
I prezzi alla produzione in Cina si sono calati dell'1,8% anno su anno ad agosto 2024 (era il -0,8% a luglio), dato sotto le attese di un calo dell'1,4%. E’ il 23° mese consecutivo di deflazione alla produzione e il dato più alto da aprile a causa della domanda interna persistentemente debole e della tendenza al ribasso di alcuni prezzi delle materie prime globali.
I prezzi dei beni di consumo sono ulteriormente diminuiti (-1,1% contro -1,0%), in gran parte trascinati da cibo (-1,3% contro -0,7%), beni durevoli (-1,9% contro -2,0%) e abbigliamento (-0,4% contro -0,5%), mentre i prezzi dei beni di uso quotidiano sono rimasti invariati (contro -0,3%). Su base mensile, i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,7%, il ritmo più rapido degli ultimi 14 mesi. Considerando i primi otto mesi dell'anno, i prezzi alla produzione sono calati dell'1,9%.
Il produttore cinese di elettrodomestici Midea Group (In Italia sono commercializzati i marchi Midea, Toshiba, Comfee e Master Kitchen) sta preparando un’ipo da 3,5 miliardi di dollari a Hong Kong, sarebbe la quotazione più grande da oltre tre anni sul listino asiatico.
La società con sede a Foshan ha assegnato circa 492 milioni di azioni per l'offerta, secondo quanto spiega un file depositato alla borsa di Hong Kong lunedì, a un prezzo compreso tra 52 e 54,80 dollari di Hong Kong. La quotazione è prevista per il 17 settembre.
La quotazione di Midea rappresenta la maggiore ipo a Hong Kong da JD Logistics nel maggio 2021, un’operazione da 3,6 miliardi di dollari. Hong Kong ha raccolto circa 2,5 miliardi di dollari in ipo quest'anno, secondo Dealogic.
Le azioni di China Renaissance, un tempo una delle principali banche di investimento tecnologiche, sono crollate al minimo storico lunedì (2,48 dollari di Hong Kong, -65,89%) quando la società ha ripreso a negoziare a Hong Kong 17 mesi dopo la messa in arresto del suo ex presidente, Bao Fan.
Le negoziazioni sono state sospese nell'aprile 2023 dopo che la società ha rivelato che Bao Fan stava collaborando a un'indagine non specificata delle autorità cinesi.
China Renaissance ha affermato di aver soddisfatto i requisiti previsti dalle linee guida per la ripresa delle negoziazioni, pubblicando nel fine settimana l’utile del primo semestre e i risultati in ritardo del 2023 e del 2022. Il gruppo ha registrato perdite di 471,9 milioni di yuan (66,3 milioni di dollari) nel 2023 e per 73,8 milioni di yuan nei primi sei mesi del 2024.
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