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Cina in netto rosso, gli Usa chiudono alle telecom di Hong Kong. Sullo sfondo, le tensioni sul porto di Panama. Che cosa accade in Asia

17 ottobre 2025, 07:40 Ultimo aggiornamento: 08:22

L’Asia chiude la settimana in calo, il crollo delle banche regionali a Wall Street e la paura di un contagio sul fronte dei crediti deteriorati mina il sentiment. Oro e T bond in corsa

Un venerdì che si tinge di rosso, il 17 ottobre, le borse asiatiche si muovono in netto calo (Nikkei -1,5%, Hong Kong -1,9%, Shanghai -1,3% alle ore 7:40 italiane) dopo che due banche statunitensi (Zions Bancorp e Western Alliance Bancorp) hanno denunciato perdite inattese su crediti deteriorati e parlato di frodi, alimentando i timori di un rischio sistemico sul mercato del credito. A pesare sul sentiment, anche le rinnovate tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, il protrarsi dello shutdown del governo americano e i timori di una possibile bolla dell’intelligenza artificiale.

L’oro sale a 4.373 dollari per oncia, l’euro dello 0,25% a 1,1718, mentre i mercati comprano a mani basse i T bond Usa decennali come bene rifugio (il rendimento scende dal 3,975% al 3,95%) e i futures sul Nasdaq viaggiano in calo dello 0,6%.

Gli Usa escludono la cinese HKT dalle reti statunitensi

Negli Stati Uniti, la Federal Communications Commission (FCC) ha avviato giovedì una procedura per escludere HKT Trust e HKT Ltd – uno dei principali operatori di telecomunicazioni di Hong Kong – e le sue controllate dall’accesso alle reti americane, citando motivi di sicurezza nazionale.

L’autorità ha chiesto a HKT, controllata del gruppo tecnologico PCCW, di motivare perché le sue autorizzazioni a interconnettersi con i carrier statunitensi non debbano essere revocate. China Unicom, che detiene circa il 18,4% di PCCW, aveva già perso l’accesso alle reti Usa nel 2022 per motivazioni analoghe.

«L’azione della FCC nei confronti di HKT è un passo appropriato per garantire la sicurezza e l’integrità delle nostre reti di comunicazione», ha detto il presidente dell’agenzia Brendan Carr, aggiungendo che «l’FCC continuerà a proteggere le reti americane dalle interferenze di potenziali avversari stranieri come la Cina».

Secondo i bilanci 2024, circa il 13% dei ricavi di HKT e PCCW proviene da aree al di fuori della Grande Cina e di Singapore, anche se i Paesi specifici non sono stati indicati. HKT rappresenta circa il 90% del fatturato consolidato del gruppo.

In una nota a CNBC, HKT ha fatto sapere di «stare esaminando attentamente l’ordine della FCC» e che «risponderà in modo appropriato alle autorità competenti, impegnandosi a tutelare tutti gli azionisti».

Gli Usa rimuovono milioni di inserzioni di prodotti elettronici cinesi

Sotto la guida di Carr, la FCC ha intensificato le azioni contro società legate allo Stato cinese, tra cui China Telecom, Pacific Networks e ComNet. Venerdì, l’agenzia ha inoltre comunicato che i principali siti di e-commerce statunitensi hanno rimosso milioni di inserzioni di prodotti elettronici cinesi vietati, nell’ambito della più ampia stretta su Pechino.

Li Ka-shing nel mirino delle tensioni Usa-Cina

Il gruppo PCCW fa capo all’imprenditore di Hong Kong Richard Li, figlio del miliardario Li Ka-shing, le cui attività sono sempre più coinvolte nelle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. 

A marzo, il governo cinese avrebbe chiesto alle imprese statali di sospendere nuovi accordi con società riconducibili alla famiglia Li, dopo che CK Hutchison aveva raggiunto un’intesa per la cessione di partecipazioni in oltre 40 porti globali, tra cui due a Panama, a un consorzio guidato da BlackRock. L’operazione, osteggiata da Pechino per l’esclusione di investitori cinesi, è attualmente ferma e il gruppo ha indicato di non prevederne più la chiusura nel 2025.

La nuova mossa dell’FCC contro HKT si inserisce in un contesto di crescente tensione commerciale, mentre l’amministrazione Trump intensifica la guerra dei dazi contro la Cina. Se le due parti non trovano un accordo a breve, il primo novembre partono i dazi al 100% sulle merci cinesi. (riproduzione riservata)



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