I dati deboli della Cina, con una Pil sotto le attese e la nomina di JD Vance come vice di Trump in caso di vittoria alle elezioni presidenziali di novembre pesano sui mercati asiatici. Alle ore 7:40 italiane di martedì 16 luglio, Hong Kong cede l’1,4%, Shanghai lo 0,25%, sale invece il Nikkei dello 0,3% dopo la chiusura per festività di lunedì, mentre lo yen scivola dello 0,4% a 158,74, il T bond Usa decennale vede il rendimento calare dal 4,23% al 4,20%. I futures sul Nasdaq, nel frattempo, sono positivi per lo 0,3%.
Martedì il mercato azionario di Hong Kong viaggia in netto rosso, gli investitori reagiscono alla debolezza dei dati economici cinesi e all’annuncio di Donald Trump di nominare un falco anti-Cina come JD Vance suo braccio destro alla corsa per le presidenziali di novembre. Durante un’intervista su Fox News, dopo essere stato annunciato come vice di Trump, Vance ha spiegato che la Cina rappresenta la «più grande minaccia» per gli Stati Uniti. L'indice Hang Seng cede l'1,4%, la peggiore performance della giornata in Asia. Il gruppo Ping An Insurance cede oltre il 5%.
L'indice Nikkei 225 sale fino al +0,7%, martedì, superando quota 41.400, mentre le azioni giapponesi seguono il rialzo di Wall Street dopo che il governatore della Federal Reserve Jerome Powell ha espresso fiducia sulle attese di inflazione, rafforzando l’ipotesi dei mercati di un taglio dei tassi a breve. Anche l’aumento delle probabilità per una seconda presidenza Trump dopo il fallito tentativo di omicidio ha dato impulso ai titoli azionari, dal momento che la sua politica è considerata favorevole nei confronti degli investitori sul fronte dei tagli fiscali e della deregolamentazione. Nel frattempo, gli investitori hanno continuato a monitorare i movimenti dello yen, dopo che la settimana scorsa è salito di circa il 2% a causa di un sospetto intervento del governo.
L'economia cinese è cresciuta del 4,7% su base annua nel secondo trimestre del 2024, sotto le previsioni del 5,1% e rallentando rispetto alla crescita del 5,3% registrata nel primo trimestre. Si è trattato dell’incremento più debole dal primo trimestre del 2023, in un contesto di lunga recessione immobiliare, debole domanda interna, calo dello yuan e attriti commerciali con l’Occidente.
Gli ultimi dati sono arrivati mentre il partito comunista ha iniziato il Terzo Plenum, un'importante riunione che si tiene circa ogni cinque anni per tracciare la direzione generale delle politiche sociali ed economiche a lungo termine del Paese. E qui è probabile che vengano lanciate misure di riforma, insieme ad annunci su interventi per rilanciare la ripresa.
L’economia è cresciuta del 5,0% durante la prima metà dell’anno e il governo punta a far salire il Pil intorno al 5,0% nel 2024. A giugno gli indicatori economici hanno presentato per lo più un rallentamento, con la crescita della produzione industriale ai minimi da 3 mesi.
Gli economisti di Goldman Sachs ritengono che ci siano le condizioni per un taglio dei tassi da parte della Fed. Anche se la prima mossa è prevista per settembre, gli specialisti hanno scritto di «intravvedere una chiara logica» per un intervento già a luglio. Il governatore della Fed, Jerome Powell, ha spiegato lunedì che i dati economici del secondo trimestre hanno fornito al board maggiore fiducia nel fatto che l’inflazione si muove verso l’obiettivo del 2% della banca centrale, aprendo forse la strada a tagli dei tassi. Tuttavia, ha chiarito che non intende inviare alcun messaggio specifico sulla tempistica di eventuali riduzioni. Le riunioni del Federal Open Market Committee si concluderanno il 31 luglio, 18 settembre, 7 novembre e 18 dicembre. (riproduzione riservata)