Asia al rimbalzo dopo il dato dell’inflazione Usa sotto le attese e grazie anche all’intervento del governo cinese con la promessa di un sostegno ad un’economia che non corre. Alle ore 7:25 italiane di giovedì 13 luglio il Nikkei sale dell’1,43%, Hong Kong vola del 2,45%, Shanghai guadagna l’1% mentre l’oro è fermo a 1.961 dollari per oncia, il petrolio Wti americano sale dello 0,2% a 75,9 dollari il barile.
L’euro si porta all’1,1143% con un guadagno negli ultimi quattro giorno del 2,3%, mentre i futures sul Nasdaq sono positivi per lo 0,4%.
Mercoledì il premier cinese Li Qiang ha incontrato gli alti dirigenti delle principali aziende tecnologiche del Paese e ha esortato i governi locali a fornire maggiore sostegno alle società dopo due anni di stretta normativa di Pechino sul settore tech. Qiang ha anche promesso che i funzionari creeranno un ambiente equo e ridurranno i costi di compliance.
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Le esportazioni dalla Cina sono crollate del 12,4% su base annua a giugno 2023, peggio del -7,5% di maggio e delle previsioni di mercato di un calo del 9,5%.
E’ il calo delle vendite più marcato da febbraio 2020, con un'inflazione elevata nei mercati chiave per il Paese e l'incertezza geopolitica che ha colpito la domanda estera.
Nel frattempo, le importazioni sono diminuite del 6,8%, il quarto mese consecutivo di flessione, a causa del deterioramento della domanda interna.
Il surplus commerciale della Cina è sceso a 70,62 miliardi di dollari a giugno 2023 dai 97,37 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente e al di sotto delle previsioni di mercato di 74,80 miliardi dal momento che le esportazioni sono diminuite più delle importazioni a causa della persistente debolezza della domanda interna ed estera.
Le esportazioni sono scese del 12,4% su base annua, il secondo mese consecutivo di calo, la flessione più marcata da febbraio 2020, peggiore del consenso del mercato di -9,5%, mentre le importazioni sono diminuite del 6,9%. Nel frattempo, il surplus commerciale (un dato sensibile) con gli Stati Uniti è leggermente aumentato a 28,72 miliardi di dollari a giugno dai 28,16 miliardi di dollari di maggio.
Nei primi sei mesi del 2023, il surplus commerciale della Cina con gli Stati Uniti ha raggiunto 151,44 miliardi di dollari. Lu Dalian, portavoce dell'Amministrazione generale delle dogane cinesi, ha detto che il commercio cinese deve ancora affrontare una forte pressione nella seconda metà dell'anno a causa dell'elevata inflazione nei Paesi sviluppati e della geopolitica.
Il tasso di inflazione degli Stati Uniti è sceso al minimo da oltre due anni al 3%, un passo importante verso la fine dell'emergenza del costo della vita e forse anche della storica stretta monetaria della Federal Reserve.
Ma non è finita per questa ragione la guerra contro il rialzo dei prezzi, specialmente per la Fed, dalla quale il mercato si aspetta un altro aumento dei tassi alla fine di luglio. Tuttavia, gli operatori ora si attendono che il rialzo del 26 luglio, che porterebbe il costo del denaro Usa al 5,5%, sarà l'ultimo per un po' di tempo. (riproduzione riservata)