L’Asia chiude la settimana in rosso venerdì 21 aprile, seguendo le perdite a Wall Street, con le borse appesantite dalle trimestrali in chiaroscuro, maggiori incertezze economiche e la prospettiva di ulteriori aumenti dei tassi di interesse.
Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede lo 0,3% l’Hang Seng lo 0,8%, Shanghai l’1,1%. L’oro perde sua volta lo 0,4% a 2.011 dollari l’oncia, il petrolio Wti americano il 2,4% a 77,29 dollari il barile.
L’euro passa di mano in debolezza a 1,0961, lo yen sale dello 0,35 a 133,87, mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento calare dal 3,58% di inizio sessione asiatica al 3,52%. I futures su Wall Street si muovono attorno alla parità.
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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden mira a firmare un ordine esecutivo nelle prossime settimane che limiterà gli investimenti in aree chiave dell'economia cinese da parte delle imprese americane. L'amministrazione prevede di agire nel periodo del vertice del G-7 che dovrebbe iniziare in Giappone il 19 maggio, scrive Bloomberg citando fonti a conoscenza dei fatti.
Gli Stati Uniti hanno informato i partner del G-7 sui limiti agli investimenti e sperano di ottenere un'approvazione durante la riunione. Non è previsto che altri Paesi annuncino restrizioni simili contemporaneamente. Nel frattempo, mentre le tensioni con gli Stati Uniti aumentano, l'esercito cinese prevede di condurre almeno cinque esercitazioni militari nelle acque al largo delle sue coste e nel Mar Cinese Meridionale.
Il tasso di inflazione annuo in Giappone è sceso al 3,2% a marzo 2023 dal 3,3% del mese precedente. E’ il dato più basso dallo scorso settembre grazie all’aumento contenuto dei costi di trasporto.
Nel frattempo, i prezzi al consumo core sono aumentati del 3,1% su base annua, lo stesso ritmo di febbraio, in linea con le previsioni ma al di sopra dell'obiettivo del 2% della Banca del Giappone per il 12° mese consecutivo.
Venerdì i futures del greggio Wti si sono stabilizzati sopra i 77 dollari al barile, ma sono in calo del 6% questa settimana cancellando la maggior parte del rally guidato dai tagli annunciati dell'Opec+ tra le persistenti preoccupazioni per l'aumento dei tassi di interesse, il rallentamento della crescita globale e l'indebolimento della domanda di energia.
La Federal Reserve probabilmente effettuerà un altro aumento dei tassi di 25 punti base a maggio, mentre la Banca centrale europea dovrebbe aumentare i costi sui prestiti almeno altre due volte quest'anno. Un rapporto chiave della Fed ha anche segnalato che l'economia statunitense è in fase di stallo nelle ultime settimane, pesando sugli asset rischiosi e sulle prospettive della domanda di energia.
Nel frattempo, un alto funzionario statunitense ha detto che il governo potrebbe iniziare a ricostituire la Strategic Petroleum Reserve nel terzo trimestre. Gli investitori rimangono comunque cauti in attesa che l'Opec+ riduca la produzione il mese prossimo, con le aspettative di un rimbalzo della domanda cinese a sostegno dei prezzi del greggio. (riproduzione riservata)