I dati macro cinesi e la buona sessione a Wall Street grazie alle trimestrali sollevano il sentiment in Asia, tranne in India, dove la borsa perde lo 0,5% per le minacce notturne del presidente Trump di alzare i dazi a causa degli acquisti di petrolio russo. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei sale dello 0,6%, Hong Kong dello 0,45%, Shanghai dello 0,7%. Il greggio Wti americano viaggia ancora in debolezza a 66 dollari il barile (-0,4%), mentre i futures sul Nasdaq salgono dello 0,3%.
L’indice S&P Global Pmi servizi in Cina è salito a 52,6 punti a luglio 2025, in aumento rispetto ai 50,6 di giugno (tutti i valori sopra 50 indicano espansione economica), segnando il livello più alto da maggio 2024 e superando le attese del consenso per 50,4.
Gli ordini sono cresciuti al ritmo più rapido dell’ultimo anno, sostenuti da un primo incremento della domanda estera in tre mesi e da una nuova crescita dell’occupazione. Anche il sentiment ha mostrato un netto miglioramento, toccando il massimo degli ultimi quattro mesi.
L’indice Nikkei 225 e il più ampio Topix rimbalzano dalle perdite della sessione precedente seguendo i rialzi di Wall Street. I mercati statunitensi hanno chiuso in guadagno grazie a solidi risultati societari e alla speranza di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed.
In Giappone, i verbali dell’ultima riunione della Bank of Japan hanno mostrato apertura a futuri rialzi qualora le tensioni commerciali si attenuassero, anche se l’attuale politica monetaria viene considerata ancora adeguata in un contesto incerto. A trainare i listini giapponesi sono stati i titoli industriali e dei consumi.
L’India ha accusato Stati Uniti e Unione Europea di ipocrisia in merito al commercio con la Russia, dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato nella notte di imporre tariffe più alte su New Delhi in un post sui social.
In una nota diffusa lunedì sera, il ministero degli Esteri indiano ha sottolineato che il Paese ha iniziato a importare petrolio russo solo dopo che le forniture tradizionali sono state deviate verso l’Europa a seguito dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina nel 2022.
«È significativo che le stesse nazioni che criticano l’India continuino a commerciare attivamente con la Russia. A differenza del nostro caso, per loro non si tratta nemmeno di una necessità nazionale vitale», ha dichiarato il ministero.
Secondo i dati della Commissione Europea, nel 2024 il commercio bilaterale Ue-Russia ha raggiunto i 67,5 miliardi di euro, con ulteriori 17,2 miliardi di euro di scambi nei servizi nel 2023. L’India ha sottolineato come il volume degli scambi dell’Ue con Mosca sia «significativamente superiore» al totale del commercio indiano con la Russia. (riproduzione riservata)