L’Asia si muove volatile, venerdì 19 settembre, dopo nuovi record di Wall Street che seguono il taglio dei tassi Fed. In Giappone, la BoJ resta ferma e alle ore 7:40 italiane il Nikkei cede lo 0,3% (ma la sessione ha visto ribassi fino a -1,5%), l’Hang Seng e Shanghai perdono invece lo 0,3%, mentre i futures sul Nasdaq si muovono sulla parità.
La Bank of Japan ha mantenuto il tasso di riferimento a breve termine allo 0,5% alla riunione di settembre 2025, lasciando i costi di finanziamento ai livelli più alti dal 2008, in linea con le previsioni. La decisione, approvata con 7 voti favorevoli e 2 contrari, è arrivata in un contesto di rischi legati alla situazione politica giapponese e all’impatto dei dazi Usa.
Durante la riunione, la BoJ ha annunciato che inizierà a vendere le partecipazioni in Etf (exchange-traded funds) e Reit (real estate investment trusts).
Christophe Braun, Equity Investment Director di Capital Group, prevede un graduale rafforzamento dello yen con il ridursi dei differenziali dei tassi di interesse, che rafforzerà il potere d'acquisto del Giappone e sosterrà la domanda interna. Secondo l’esperto, «anche i fattori strutturali favorevoli stanno acquisendo slancio. Le riforme della governance aziendale, l'aumento dei salari e l'incremento delle spese in conto capitale stanno alimentando i consumi interni e la produttività».
Per gli investitori a lungo termine, «questo è un momento opportuno per rivalutare le opportunità in Giappone. Continuiamo a vedere valore in ambiti quali quello industriale, manifatturiero e automobilistico giapponese, settori ben posizionati per affrontare le difficoltà commerciali e trarre vantaggio dai cambiamenti nella catena di approvvigionamento globale. Riteniamo che il Giappone rimanga una destinazione interessante per gli investitori alla ricerca di opportunità di crescita e di reddito», conclude Braun.
La decisione di mantenere lo status quo arriva mentre il tasso di inflazione core del Giappone è sceso ad agosto al livello più basso da novembre 2024, al 2,7%, segnando il terzo mese consecutivo di calo.
L’inflazione core — che esclude i prezzi dei prodotti alimentari freschi — è in linea con le attese degli economisti interpellati da Reuters (2,7%). Anche l’inflazione headline è scesa al 2,7% (da 3,1% a luglio), il livello più basso da novembre 2024.
L’indicatore «core-core», che esclude sia i prezzi degli alimenti freschi che quelli dell’energia ed è monitorato da vicino dalla BoJ, è sceso al 3,3%, rispetto al 3,4% di luglio. L’inflazione legata al prezzo del riso, che ha contribuito alla crisi del costo della vita nel Paese, si è notevolmente attenuata al 69,7%, in calo rispetto al 90,7% di luglio, pur restando a livelli storicamente elevati.
I costi dell’istruzione hanno continuato a scendere (-5,6%, dato invariato). Il ritmo di crescita dei prezzi è rallentato per beni domestici (2,0% rispetto a 2,5%), sanità (1,3% rispetto a 1,5%) e ricreazione (2,3% rispetto a 2,6%). L’inflazione è invece accelerata per abitazioni (1,1% rispetto a 1,0%), abbigliamento (2,9% rispetto a 2,8%), trasporti (3,0% rispetto a 2,6%) e comunicazioni (7,0% rispetto a 6,4%).
L’indice del dollaro si è stabilizzato intorno a quota 97,4 venerdì, dopo due sedute consecutive di rialzi, dopo che la Federal Reserve ha segnalato una linea di politica monetaria meno accomodante rispetto a quanto previsto dai mercati. All’inizio della settimana, la Fed ha effettuato un taglio dei tassi di 0,25 punti percentuali, ampiamente atteso e ha previsto altri due tagli quest’anno, ma soltanto uno nel 2026.
Il governatore Jerome Powell ha descritto la mossa come un atto di gestione del rischio in un contesto di rallentamento del mercato del lavoro, sottolineando che non vi è necessità di accelerare l’allentamento monetario. Il biglietto verde ha inoltre trovato sostegno dai dati sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, che la scorsa settimana sono diminuite invertendo l’impennata dei dati precedenti.
Intanto, la Bank of Canada ha tagliato i tassi, mentre la Bank of England ha mantenuto invariata la politica monetaria. (riproduzione riservata)