L’Asia viaggia in netto rosso, giovedì 22 maggio, seguendo le orme di Wall Street, alle ore 7:40 italiane il Nikkei cede lo 0,9%, l’Hang Seng lo 0,9% a sua volta, Shanghai lo 0, 15%. Oro in corsa (+0,8% a 3.340 dollari l’oncia), mentre i futures sul Nasdaq sono tornati sopra la parità. Il sentiment degli investitori si sta deteriorando per paura che un nuovo disegno di legge di bilancio degli Stati Uniti possa contribuire ad aumentare il debito federale in maniera pesante.
Il rendimento del Treasury decennale statunitense si è mantenuto appena sotto il 4,6% giovedì, vicino ai massimi da oltre tre mesi, mentre gli investitori valutano i rischi fiscali e la debole domanda emersa nelle recenti aste obbligazionarie. Le preoccupazioni si sono accentuate dopo che il piano di bilancio del presidente Trump — che prevede ampi tagli alle tasse — è stato stimato in grado di aumentare il debito nazionale di oltre 3.000 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni.
La prospettiva di un deficit nettamente più ampio alimenta i timori di instabilità finanziaria, mettendo sotto pressione la fiducia degli investitori verso il debito sovrano statunitense. Alcuni esponenti repubblicani degli Stati a maggioranza democratica (blue states) hanno espresso opposizione alla proposta di legge, a meno che non includa una deduzione più ampia per le imposte locali e statali.
Ad aggravare la tensione sui mercati, l’asta del Treasury a 20 anni tenutasi mercoledì che ha mostrato una domanda debole, rafforzando la percezione che gli investitori stiano riducendo l’esposizione verso gli asset Usa. L’attenzione degli operatori si concentra ora sul dato settimanale delle richieste di sussidi di disoccupazione, previsto per giovedì, in cerca di ulteriori segnali sul mercato del lavoro.
Le azioni del produttore cinese di veicoli elettrici Xpeng sono balzate di oltre il 10% alla Borsa di Hong Kong giovedì, grazie a risultati trimestrali solidi e a una guidance sui ricavi del secondo trimestre superiore alle attese.
I titoli sono saliti fino al +10,2%, toccando quota 85,5 dollari di Hong Kong, per poi attestarsi a +7%, portando i guadagni da inizio anno al +78%.
La società con sede a Guangzhou ha riportato ricavi del primo trimestre più che raddoppiati su base annua, sostenuti da vendite in forte crescita. Xpeng ha consegnato 94.008 veicoli nei primi tre mesi del 2025, oltre quattro volte il volume registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
L’indice pmi manifatturiero au Jibun Bank del Giappone è salito a 49,0 a maggio 2025 da 48,7 in aprile, in linea con le stime, segnando il livello più alto da febbraio. Tuttavia, resta sotto la soglia dei 50 (indica contrazione economica) per l’undicesimo mese consecutivo, sebbene con una flessione più contenuta degli ordini e delle esportazioni. La fiducia delle imprese rimane vicina ai minimi degli ultimi cinque anni, in un contesto penalizzato dai dazi Usa.
Il ministro delle Finanze giapponese Katsunobu Kato ha definito «deplorevoli» i dazi imposti dagli Stati Uniti, durante il G7 tenutosi a Banff, in Canada, secondo quanto riportato da Reuters. In un incontro bilaterale tra Kato e il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, le parti hanno concordato che il tasso di cambio dollaro/yen debba riflettere le condizioni di mercato e che l’attuale livello rispecchi i fondamentali economici.
Le autorità giapponesi hanno dichiarato più volte di non vedere benefici in un accordo commerciale con Washington senza l’eliminazione dei dazi sul settore automobilistico. Kato ha sottolineato ai partner del G7 che i dazi imposti dall’amministrazione Trump stanno «creando incertezze».
Le azioni dei mercati emergenti tornano al centro dell’attenzione, mentre prende piede la narrativa del «sell Us» a seguito del recente declassamento del rating sovrano USA da parte di Moody’s. Bank of America ha definito i mercati emergenti come «il prossimo bull market».
«Dollaro debole, rendimenti Usa ai massimi, ripresa economica in Cina... niente funziona meglio delle azioni dei mercati emergenti», ha scritto il team guidato da Michael Hartnett in una nota.
Anche JP Morgan ha rivisto al rialzo la raccomandazione sui mercati emergenti, da neutral a overweight, citando l’allentamento delle tensioni commerciali tra Usa e Cina e valutazioni azionarie attraenti. (riproduzione riservata)