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La Cina chiude le tlc a Nokia ed Ericcson mentre la rete in Germania parla cinese. Borse asiatiche toniche

02 ottobre 2025, 07:40 Ultimo aggiornamento: 08:44

Giovedì i mercati asiatici si muovono positivi mentre Shanghai è chiusa per il festival di metà autunno. Sullo sfondo, l’intervento della Corte Suprema Usa a difesa di Lisa Cook contro Trump e lo shutdown degli uffici federali statunitensi. Intanto la Cina inizia a chiudere la sua rete di tlc all’Occidente | Il video

Asia ben impostata, giovedì 2 ottobre, alle ore 7:40 italiane il Nikkei sale dell’1,1%, Hong Kong dell’1,8%, Shanghai è chiusa per il festival di metà autunno. I futures sul Nasdaq guadagnano intanto lo 0,2% dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha fissato per gennaio l’udienza sul tentativo del presidente Donald Trump di rimuovere la governatrice della Fed Lisa Cook, allentando in parte l’incertezza dei mercati. Le preoccupazioni riguardo all’indipendenza della banca centrale sono aumentate dopo che Trump ha accusato Cook di frode ipotecaria, sollecitando al contempo la Fed a tagliare i tassi in modo più aggressivo.

Il dollaro ha inoltre subito pressioni questa settimana a causa dello shutdown del governo, il primo da quasi sette anni, in seguito al mancato accordo dei Congresso su una misura di finanziamento provvisorio. Lo stallo, che dovrebbe durare almeno tre giorni, ritarderà la pubblicazione di dati importanti, fra cui il report sull’occupazione di settembre.

La Cina limita l’uso di Nokia ed Ericsson nelle reti di tlc

La Cina limita l’utilizzo dei fornitori europei di apparecchiature per telecomunicazioni come Nokia ed Ericsson nelle proprie reti. Un progetto del presidente Xi Jinping per sganciare le infrastrutture tecnologiche critiche del Paese dall’Occidente.

Lo riporta l’FT, secondo cui i gruppi acquirenti statali cinesi di apparecchiature IT — operatori di rete mobile, utilities e altre industrie — hanno iniziato a esaminare e monitorare più da vicino le offerte estere. Questo processo richiede che i contratti di Ericsson (Svezia) e Nokia (Finlandia) siano sottoposti a revisioni di sicurezza nazionale da parte della Cyberspace Administration of China (Cac), senza che le società siano informate sui criteri di valutazione delle loro tecnologie.

Le revisioni da parte di questo potente organo di controllo possono durare anche oltre tre mesi. Nei casi in cui i gruppi europei ottengono il via libera finale, i tempi lunghi e l’incertezza li pongono in svantaggio rispetto ai concorrenti cinesi, che non affrontano simili controlli.

La stretta di Pechino sui fornitori europei segue un percorso già intrapreso in Europa, dove alcuni governi hanno lanciato avvertimenti sull’utilizzo  dei servizi dei colossi cinesi delle telecomunicazioni quali Huawei e Zte. Tuttavia, gli avvisi hanno avuto un impatto limitato sulle loro quote di mercato nel continente.

Le revisioni di sicurezza nazionale si inseriscono nella campagna di Xi sull’autosufficienza tecnologica che mira a sostituire buona parte della tecnologia estera. Lo scorso mese, affiancato da Vladimir Putin e Kim Jong Un, Xi ha dichiarato che la Cina «non teme il potere né la coercizione» e che «rimane saldamente in piedi e autosufficiente».

L’impegno a ridurre l’uso di tecnologia europea si è intensificato dopo l’aggiornamento del 2022 della legge sulla cybersicurezza che obbliga gli operatori di «infrastrutture informatiche critiche» a sottoporre a revisione gli acquisti ritenuti a rischio per la sicurezza.

Gli acquirenti statali di apparecchiature di telecomunicazione ora richiedono ai fornitori una documentazione dettagliata di ogni componente dei sistemi. Alcune società estere hanno incluso dettagli sui propri programmi di R&S in Cina per rafforzare le candidature. I pacchetti vengono inviati al Cac, che notifica direttamente agli acquirenti statali se possono procedere o meno.

Le crescenti restrizioni hanno fatto crollare la quota combinata di mercato di Ericsson e Nokia nelle reti mobili cinesi: dal 12% nel 2020 a circa il 4% nel 2024, secondo Stefan Pongratz, analista di Dell’Oro Group. Entrambe le società hanno riportato cali dei ricavi in Cina, Nokia in particolare ha registrato riduzioni a doppia cifra rispetto al 2023.

La Camera di Commercio dell’Ue in Cina ha recentemente avvertito che i requisiti di localizzazione nel settore IT e telecom rappresentano una «minaccia esistenziale» per i gruppi tecnologici europei. Quasi i tre quarti degli intervistati nel suo ultimo sondaggio hanno dichiarato di aver perso contratti a causa delle restrizioni.

Sul fronte europeo, i politici hanno sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dei fornitori cinesi di telecomunicazioni, avvertendo dei rischi di spionaggio e accesso occulto (backdoor). Tuttavia, la maggior parte dei governi si è mossa lentamente nell’introdurre divieti, frenati dal basso costo delle apparecchiature cinesi e dal timore di deteriorare i rapporti con Pechino.

Huawei e Zte detengono ancora tra il 30 e il 35% del mercato europeo delle infrastrutture mobili, solo 5–10 punti percentuali in meno rispetto al 2020 (dati Dell’Oro Group). In Germania, il 59% delle apparecchiature 5G installate proviene da fornitori cinesi, secondo John Strand di Strand Consult, nonostante i piani del governo di eliminarli entro il 2029. «Tutta l’infrastruttura di rete mobile a Berlino è cinese», ha dichiarato Strand. «La Germania ha grandi industrie come chimica e automotive che non vogliono compromettere i rapporti con la Cina». (riproduzione riservata)



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