Tira una brutta aria sulle borse, il Nasdaq ha chiuso giovedì con un calo del 2,6%, entrando in area tecnica di correzione (avviene quando un indice perde oltre il 10% dai massimi). E l’Asia, venerdì 7 marzo, si muove volatile a sua volta, anche a causa dei dati macro della Cina piuttosto grigi. A questo si aggiunge il fatto che il rendimento dei titoli di Stato trentennali del Giappone sono volati ai massimi dal 2008 all'1,529%, significa che gli investitori hanno venduto i bond in yen, con un conseguente forte calo dei prezzi.
Alle ore 7:30 italiane il Nikkei perde il 3,33%, Hong Kong lascia sul terreno lo 0,4%, Shanghai lo 0,2% circa. Corre l’euro (+0,3%)a 1,0819, mentre il T bond Usa decennale scambia in calo al 4,25% e i futures sul Nasdaq sono tornati a viaggiare positivi (+0,16%).
Le esportazioni cinesi sono cresciute del 2,3% annuo nel bimestre gennaio-febbraio 2025, al di sotto del 5,0% delle attese e molto più lentamente dell'impennata del 10,7% di dicembre. Si tratta della crescita più debole da aprile 2024, a causa delle crescenti pressioni dei dazi Usa, dell'attività economica rallentata durante il festival di primavera ma anche della debole domanda interna. Nel frattempo, le importazioni sono crollate dell'8,4%, il calo più netto da luglio 2023, ben sotto le attese di un aumento dell'1,0% degli analisti.
Il surplus commerciale della Cina è salito a 170,52 miliardi di dollari nel periodo gennaio-febbraio 2025, rispetto ai 125,16 miliardi nello stesso periodo dell'anno precedente, superando le aspettative di 142,4 miliardi. Il forte aumento è stato in gran parte determinato da un inaspettato crollo dell'8,4% anno su anno delle importazioni, ai massimi da luglio 2023, per l'indebolimento della domanda interna. Nel frattempo, le esportazioni sono cresciute del 2,3%, al di sotto del 5,0% previsto e rallentando significativamente rispetto all'aumento del 10,7% di dicembre. Il surplus commerciale con gli Stati Uniti ha raggiunto i 49,05 miliardi, con esportazioni e importazioni in aumento rispettivamente del 2,3% e del 2,4%.
In tutto il 2024, la Cina ha registrato un surplus di 992,16 miliardi di dollari, con le esportazioni cresciute del 5,9% a 3,58 trilioni (hanno accelerato in attesa dei dazi), mentre le importazioni sono aumentate di un più modesto 1,1% a 2,59 trilioni.
Venerdì, i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a lungo termine hanno sono tornati ai massimi dalla crisi finanziaria globale del 2008 (1,529%) mandando a terra il Nikkei. I movimenti nei mercati asiatici hanno rispecchiato le perdite di Wall Street dopo che le concessioni momentanee sui dazi (solo per le auto) del presidente Donald Trump non sono riuscite a calmare gli investitori che ora iniziano a temere un effetto recessivo del nuovo corso politico.
I mercati sono preoccupati per i dati economici degli Stati Uniti, il Beige Book della Federal Reserve e l’aggiornamento sul settore manifatturiero dell'Institute for Supply Management hanno infatti indicato il timore di un aumento dei costi (di input) a causa dei dazi.
Perché un tale selloff sui bond giapponesi? Le aspettative di nuovi rialzi dei tassi da parte della Banca centrale del Giappone e in parallelo l'aumento della spesa per la difesa potrebbero determinaree l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a lungo termine. E' quanto suppone Hirofumi Suzuki, chief strategist sul sul Forex di Sumitomo Mitsui Banking Corporation.
Interpellato dalla CNBC, Suzuki ha spiegato che i rendimenti dei bond in yen stanno salendo non solo a causa dell'incertezza sulle tariffe, ma anche a causa dell'aspettativa di rialzi dei tassi da parte della BoJ, così come dell'aumento dei rendimenti dei titoli tedeschi e della spesa per la difesa della Germania. "Riteniamo che anche l'aumento della spesa per la difesa del Giappone potrebbe contribuire a un incremento dei tassi a lungo termine", ha aggiunto Suzuki.
Lo yen salito ai masismi degli ultimi 5 mesi all'inizio di questa settimana, ha spinto il ministro delle Finanze Katsunobu Kato ad avvertire che verranno prese misure appropriate contro i movimenti eccessivi nel mercato dei cambi. "Stiamo assistendo a movimenti rapidi e unilaterali da dicembre", ha detto Kato in conferenza stampa venerdì. "Siamo stati allarmati dai movimenti sulla valuta, compresi quelli effettuati da chi specula. Come abbiamo detto, prenderemo misure appropriate contro gli eccessi", ha aggiunto. (riproduzione riservata)