Lunedì 4 marzo le borse asiatiche si muovono spinte da due tendenze diverse. Da un lato il Nikkei sfonda per la prima volta nella storia quota 40.000 chiudendo a 40.109 (+0,5%) spinto da uno yen debole (150,35, in calo dello 0,15% sul dollaro) e dall’euforia tech che ha attraversato Wall Street.
La Cina, invece, viaggia contrastata in avvio della settimana di meeting del Congresso Nazionale del Partito Comunista a Pechino che delinea le linee guida politiche ed economiche del Paese per il 2024. Alle ore 7:20 italiane l’Hang Seng cede lo 0,22%, Shanghai sale dello 0,26%. Il T bond Usa decennale vede il rendimento salire dal 4,20 al 4,21%, mentre i futures sul Nasdaq sono sopra la parità.
Lunedì l'indice Nikkei 225 è balzato fino allo 0,7% a circa 40.200, con le azioni giapponesi che hanno stabilito nuovi record grazie al rally dei titoli tecnologici. Gli acquisti sono state spinti da solidi utili societari e dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, nonché dalle aspettative che le principali banche centrali inizieranno a tagliare i tassi quest’anno.
A questo si aggiunga che il governatore della Banca del Giappone Kazuo Ueda ha affermato la scorsa settimana che è troppo presto per concludere che si possa prevedere un raggiungimento duraturo dell’obiettivo del 2% della BoJ, indicando la continuazione della linea monetaria ultra-espansiva.
La Cina è pronta ad annunciare il suo obiettivo di crescita per il 2024 – previsto intorno al 5% dagli analisti – e a delineare la strategia per sostenere più importante per il Paese questa settimana. Martedì il premier Li Qiang consegnerà il rapporto sul lavoro del governo. I funzionari stanno cercando di tracciare la ripresa dopo un anno turbolento che ha visto l’economia alle prese con la deflazione, una crisi immobiliare in corso, un crescente onere del debito e l’esodo di capitali esteri.
Nella settimana del 4 marzo, gli investitori seguiranno da vicino il rapporto sull'occupazione di gennaio degli Stati Uniti e i discorsi di diversi funzionari della Federal Reserve, compresi i report semestrali sulla politica monetaria del governatore della Fed Jerome Powell al Congresso. Inoltre, saranno sotto esame i principali indicatori statunitensi come l’ISM Services Pmi, le opportunità di lavoro (JOLTS), gli ordinativi di fabbrica e i dati sul commercio estero.
A livello internazionale, l’attenzione si concentrerà sulle decisioni sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea e della Banca del Canada, oltre ai tassi di inflazione in Turchia, Svizzera, Filippine, Corea del Sud e Messico. Verranno monitorati anche i tassi di crescita del Pil di Australia e Sud Africa. Infine, i dati commerciali per i principali esportatori come Germania, Brasile, Francia, Australia, Cina e Canada saranno osservati attentamente, insieme ai Pmi dei servizi per Cina, Spagna, Italia e Brasile. (riproduzione riservata)