Le borse in Asia viaggiano positive, mercoledì 4 giugno, nonostante l’entrata in vigore oggi dei dazi Usa al 50% su acciaio e alluminio. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei sale dello 0,8%, Hong Kong dello 0,6%, Shanghai dello 0,4%, mentre l’euro scambia a 1,1370 e i futures sul Nasdaq si muovono sotto la parità.
Martedì il presidente americano Donald Trump ha firmato il decreto che aumenta dal 25% al 50% i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio, due settori sono considerati strategici dalla Casa Bianca. La nuova sovrattassa è entrata in vigore mercoledì alle 6.01 ora italiana.
Secondo il presidente Usa, «questi nuovi dazi saranno più efficaci nel combattere l’eccesso di produzione a basso costo proveniente da Paesi stranieri che mina la competitività delle industrie dell’acciaio e dell’alluminio degli Stati Uniti».
Sebbene le tariffe imposte finora abbiano «fornito un sostegno essenziale ai prezzi sul mercato americano, non hanno permesso a queste industrie di sviluppare e mantenere un tasso di utilizzo della capacità produttiva sufficiente per la loro sostenibilità e in considerazione delle esigenze della difesa nazionale», si legge nel testo del decreto.
Martedì sera, il governo canadese ha dichiarato in un comunicato che tali dazi sono «illegali e ingiustificati». Gli ha fatto eco il ministro dell’Economia messicano Marcelo Ebrard, il quale ha indicato che chiederà «che il Messico sia escluso», definendo la misura «ingiusta, insostenibile e inopportuna».
La sovrattassa del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio da parte degli Stati Uniti era entrata in vigore a metà marzo. Si è trattato di una delle prime decisioni in materia prese da Donald Trump dal suo ritorno alla Casa Bianca.
Una ricercatrice cinese nel Michigan e il fidanzato sono stati accusati di aver contrabbandato negli Stati Uniti un agente patogeno biologico che «può causare malattie devastanti alle colture», secondo i documenti dell’accusa federale resi pubblici martedì.
Yunqing Jian, 33 anni, ricercatrice post-dottorato presso l’Università del Michigan e il fidanzato, Zunyong Liu, 34 anni, sono stati incriminati per diversi capi d’accusa, tra cui cospirazione per frodare gli Stati Uniti, contrabbando di merci nel Paese e false dichiarazioni agli investigatori, secondo la denuncia.
Liu stava entrando nel Paese all’aeroporto di Detroit lo scorso luglio quando gli agenti di frontiera hanno trovato il patogeno — un fungo noto come Fusarium graminearum — nello zaino, secondo la denuncia. Piccoli grumi di materiale vegetale rossastro sono stati scoperti in quattro sacchetti di plastica nascosti fra i fazzoletti.
Liu e la fidanzata avevano studiato il patogeno come studenti universitari in Cina. Dal 2023, Jian lavorava al Laboratorio di Interazione Molecolare dell’Università del Michigan. In un primo momento, Liu ha detto agli agenti di non sapere cosa fossero quei materiali e che qualcuno doveva averli messi nel suo zaino a sua insaputa. Tuttavia, ha poi fornito una versione diversa dei fatti.
«Liu ha dichiarato di aver nascosto intenzionalmente i campioni nello zaino perché sapeva che c’erano restrizioni sull’importazione di quei materiali», riportano i media Usa. «E ha confermato di averli avvolti intenzionalmente nei fazzoletti» Secondo la denuncia, Liu ha anche affermato di voler utilizzare il laboratorio dell’Università del Michigan per condurre ricerche sul patogeno.
Quando gli investigatori hanno parlato con Jian, lei ha negato di essere a conoscenza del contrabbando compiuto da Liu o dei suoi piani di ricerca. Ma l’analisi dei dispositivi elettronici di Liu e Jian ha rivelato messaggi su WeChat risalenti al 2022, nei quali i due discutevano su come contrabbandare semi negli Stati Uniti.
Durante un’udienza in tribunale federale martedì pomeriggio, un giudice ha ordinato che Jian resti in carcere per evitare il rischio di fuga. Liu, che non è stata autorizzata a entrare negli Usa dopo il presunto ritrovamento del fungo patogeno nel suo zaino, è latitante. (riproduzione riservata)