La presidente Bce Christine Lagarde si mostra fiduciosa sulla crescita economica nell’Eurozona e anticipa un probabile rialzo delle previsioni della banca centrale sul pil. «Nelle ultime proiezioni abbiamo rivisto al rialzo le attese. Ho il sospetto che potremmo farlo di nuovo a dicembre», ha detto Lagarde al Financial Times.
I nuovi dati saranno pubblicati il 18 dicembre dopo il consiglio direttivo che con ogni probabilità lascerà i tassi invariati al 2%.
A settembre la Bce ha alzato le previsioni di crescita del pil 2025 all’1,2% (dal precedente 0,9%), mentre ha abbassato quelle sul 2026 all’1% (dall’1,1%). Le revisioni al rialzo per quest’anno sono state le prime da marzo 2024, dopo molti trimestri di crescita inferiori alle aspettative.
Il pil dell’area euro è salito dello 0,3% nel terzo trimestre, lievemente meglio delle attese. «L’Eurozona sta resistendo meglio di quanto avevamo previsto ad aprile. Quando sono stati introdotti i dazi ed è cresciuta l’incertezza, tutti pensavano che la crescita nell’area sarebbe crollata, ma non è stato così», ha detto Lagarde aggiungendo che l’Eurozona è «abbastanza vicina al potenziale, ma c’è ancora molto da fare per migliorare la situazione e aumentare la produttività dell’area».
Dopo le parole di Lagarde, gli operatori monetari hanno leggermente aumentato le probabilità di un aumento dei tassi dello 0,25% entro fine 2026 a circa il 40%, dal 30% di martedì. I mercati non prevedono comunque alcuna mossa da parte della Bce almeno fino a metà 2026.
Gli operatori hanno iniziato a rivedere al rialzo le attese sui tassi dopo le parole di Isabel Schnabel, falco tedesco del comitato esecutivo Bce, che lunedì si è detta «a suo agio» con aspettative di mercato di una stretta come prossima mossa della Bce «anche se non nell’immediato futuro». Schnabel ha detto che i tassi sono «in una buona posizione. In assenza di shock di maggiore entità, prevedo che rimarranno tali per qualche tempo. La distribuzione dei rischi di inflazione si è spostata al rialzo».
Ma questa visione contrasta con quella di altri membri del consiglio direttivo che restano aperti a ogni possibilità, anche quella di un ulteriore taglio dei tassi.
In un’intervista a Milano Finanza Olli Rehn, governatore finlandese e candidato alla vicepresidenza Bce, ha rilevato che i rischi di inflazione «sono leggermente orientati al ribasso» e che la banca centrale non deve imporsi «vincoli non necessari» sui tassi.
Anche il governatore francese François Villeroy de Galhau ha negato nei giorni scorsi l'esistenza di una «asticella alta» per un taglio e oggi ha sottolineato, con riferimento alle parole di Schnabel, che «non c’è davvero alcun motivo di prevedere un aumento dei tassi nel prossimo futuro, contrariamente a certe voci e speculazioni che potrebbero essere circolate».
In Francia il presidente Emmanuel Macron ha persino suggerito di modificare il mandato Bce, includendo tra gli obiettivi la crescita e l’occupazione, oltre all’inflazione. Sul tema Lagarde ha detto che il dibattito «può essere interessante», ma al momento la priorità europea dovrebbe essere rafforzare il mercato unico eliminando le barriere interne.
Quanto invece all’uso degli asset russi, secondo la presidente Bce l’ultima proposta Ue di sostegno all’Ucraina è «la più vicina a essere conforme al diritto internazionale».(riproduzione riservata)